sabato 8 maggio 2010

cosa rimarra' di questi giorni ai nostri figli

Sull' aereo, al ritorno dall' India, ho scritto questo sul mio quaderno:

"Guardo la mia vita. E mi sento a meta'. A meta' tra una donna realizzata, indipendente, sicura e una donna-bambina, che ha paura di crescere suo figlio e se stessa. A meta' tra una cittadina amante di lustrini e pailettes, e una contadina, che affonda le mani nella terra e chiama eccitata Francesco per mostrargli uno strano bruco verde. Cosa vedra' di me mio figlio? Come mi giudichera'? Cosa amera' di me? Le mie lettere - tante, troppe - le mie scatole, i miei piccoli tesori, il bracciale d'oro con il suo nome e la data di nascita, i semi che lascio ovunque vada per non perdere traccia del mio passato? Oppure sara' attratto dal mio lato non romantico - forse un po' in ombra rispetto all' altra meta' del mio io, quello che mi ha fatto lottare, che mi ha fatto fare le valigie e scappare, lasciando ricordi e affetti. I miei viaggi, i miei fiori. Lo annoieranno? O mi chiedera' di raccontargli il mondo com' era. Com' era prima. Com' era l' India, l' America, l' Africa, la Russia, Milano, la campagna. E io cosa gli diro'? Gli mostrero' le foto di una giovane ragazza con la frangetta che attraversa ad occhi sbarrati il Rio delle Amazzoni, gli parlero' della gente che ho incontrato. Gli ricordero' che al ritorno da un viaggio mi sono addormentata e solo il mattino seguente sono andata a prenderlo dal suo papa'. Gli apriro' le mie scatole. Vorra'? Ci sono due poltroncine vintage in veranda. Le ho messe apposta per questo: per sedermi con lui a parlare, disegnare, guardare le foto, scoprire, vedere le piante crescere e i fiori sbocciare.

Francesco, racconto la nostra vita in un diario che tutti possono leggere. Ti mostro gia' da ora quali colori vanno abbinati nei vestiti. Ti insegno ad essere galante con le "donne" e per questo regali una margherita ad ogni bimba del parco. Ti faccio mangiare in piatti vintage e raccolgo i tuoi giochi in una grande borsa marocchina. Mi sveglio all' alba per seminare e ti chiedo di farlo con me dopo cena. Nella tua camera ci sono immagini di Dei indiani, una statuetta di San Francesco e le foto vecchie della nostra famiglia. Lo so, sono strana. Non so cosa amerai di me. Non so nemmeno se mi amerai da grande. Quel che e' certo e' che io ti amo. Davvero. E ti ho sempre amato"

Ora. Questa e' una delle tante riflessioni che ho buttato giu' su questo, come su tanti altri quaderni. Butto giu', butto giu'. non so perche'. Mio figlio lo sa, secondo me, che la sua mamma non e' come tutte le altre. Che si mette i tacchi, prende il computer e gli chiede di sdraiarsi con lei nell' erba per scattare questa foto, una domenica,

e di scegliere tra questa e molte altre quella da pubblicare in un articolo, uscito su "Gioia" in questi giorni ...

Anche se si tratta di poche righe, leggere di me su una rivista mi ha fatto effetto. E per questo ringrazio Paola. Non me, un' altra Paola.

In un momento come questo, in cui, giustamente, ci sono madri che escono allo scoperto e dichiarano apertamente che il post-parto e' stato allucinante, con tanto di desiderio assassino ( la butto sul ridere apposta ), io voglio gridare ad alta voce che per me non e' stata cosi'. Sono stata anche io depressa, ma io non ho mai desiderato di liberarmi di mio figlio, non ho mai provato fastidio quando piangeva, non ho mai trovato pesante allattare.

Sono stata e sono rigida con mio figlio in tante cose e non sono una mamma melensa. Ma, pur sapendo che non e' il concetto di amore ad essere messo in discussione, per me era importante ribadire questo. Il concetto di amore, che va oltre l' autonomia, l' apprensione, la rigidita', le regole, gli ormoni del post-partum. VOGLIO che a mio figlio - di questi giorni, di questo blog, di questa vita - rimanga l' amore. Solo e solamente quello.

10 commenti:

Diletta ha detto...

sono d'accordo con te in ogni cosa. te l'ho già detto ma te lo ripeto io ti ammiro tantissimo per la tua forza e spero un giorno di assomigliare almeno un pò alla splendida persona che sei.
un abbraccio

Giulia e tribù ha detto...

come sempre. ci riesci solo te, con le parole, a dare un corpo alle cose che stanno solo nell'anima.
Rimarrà, ne rimarrà talmente tanto di amore che sarà un uomo profondamente in grado d'amare.
siete bellissimi.
Giulia

minerva ha detto...

Paola, e perché il tuo piccolo non ti può amare per i tuoi due lati? Il lato della bohèmien bucolica e quello della giovane donna in carriera. Perché non può volerti bene per queste due sfaccettature?
È per questo che ti ammiriamo tutte noi blogger, è per questo che proviamo per te un affetto immenso. Perché non sei una di quelle mamme solo uncinetto e pittura, ma non sei la mamma in carriera.
bacibaci
minerva

Mamma Ulcy ha detto...

E quanto amore che rimarrà a Francesco da questa mamma davvero speciale!
Auguri per la festa della mamma!

Snezana ha detto...

E gli rimarrà l'amore,tanto amore.l'hai trasmesso pure a noi scrivendo queste cose e mi fai riflettere su quello che sono io e sul mio rapporto con la mia figlia e... vorrei essere un po come te,sinceramente,ti ammiro.

pollywantsacracker ha detto...

bellissimo post...e ho letto anche il pezzo su gioia!
in queste righe ti sento molto vicina...anch'io mi chiedo spesso se un giorno ci giudicheranno come io ho giudicato mia mamma, prima di essere mamma.

Sonia Luna ha detto...

Sono sicura che Francesco si ricordera' di questa mamma piena di amore e di avventure, piccole e grandi!
Complimenti per l'articolo su Gioia, me lo sono fatto leggere da Madame Micheline al telefono!

valewanda ha detto...

che bel post Paola, davvero. Un abbraccio, Valentina

Anonimo ha detto...

ho visitato velocemente il tuo blog perchè su Gioia hanno scritto che sei una mamma separata. Io sono alla 14esima settimana e non so se crescere questo mio figlio da sola,in mezzo a tutti i sensi di colpa che già mi assalgono, in qualsiasi decisione prenderò, spero di avere la forza che sembra trapelare dal tuo bel blog. Simy

BollediSapone ha detto...

Ti leggo da un paio di mesi,ti ho scoperta per caso, tramite un altro blog.E mi sei piaciuta da subito,per come scrivi,per la tua dolcezza non melensa,per la tua poesia,per come riesci a rimanere fedele a te stessa pur dedicandoti con tutto il tuo amore al tuo piccolo uomo...E se l'ho percepito io,che neppure ti conosco,fidati che tuo figlio non potrà non riconoscerlo ed esserti grato per la mamma e donna stupenda che sei!!Un abbraccio.Bolledisapone