martedì 26 febbraio 2013

E quindi, caro Francesco

E quindi, caro Francesco, oggi ci ritroviamo in un gran casino, il giorno dopo lo spoglio dei voti. E' una situazione molto grave e la mamma è preoccupata.
Volevo solo dirti che quando ero piccola a Milano c' era la nebbia e la domenica si andava a teatro, con il tram. La macchina si usava meno ma in primavera si tirava fuori per andare a fare un pic-nic.
Mi ricordo il buio, però, perché alla fine erano anni in cui si aveva paura.
Posso dire quasi con certezza che invece tu non ricorderai questi come anni bui. Non hanno quel velo triste degli anni '70 e dei primi anni '80. Ma la serenità è ben diversa dal sentimento che imperversa in questo paese, caro Francesco.
Sai che spesso parlo di utopie, come quasi tutti i sognatori. Ma non dico bugie. E sono stanca di sentirmi fare promesse, di sentir parlare di scenari meravigliosi ma inarrivabili, di impegni che tanto nessuno prenderà.
Sono stanca per te, figlio mio. Perché io ti parlo di sogni ma non ti prendo in giro.

4 commenti:

verdeacqua ha detto...

anch'io sono stanca per mio figlio. Il mio essere mamma e fare di tutto per far crescere una bella persona, rispettosa, civile, onesta e responsabile, oggi soffre molto. Perchè al peggio non c'è mai fine.

Marta P. ha detto...

sì, purtroppo la situazione è davvero preoccupante; ma per i nostri figli, pare, non si preoccupi nessuno (eccetto noi).

Milkfree ha detto...

Anche io sono stanca e molto disilussa..io che ho sempre seguito con interesse la politica, ora mi trovo a pensare come fanno in molti che sono tutti uguali, tutti ladri..

Mamma Che Paura! ha detto...

Tutte noi mamme sognamo un futuro migliore per i nostri piccoli. Li facciamo partecipi di questi sogni quando gliene parliamo. Dobbiamo fare in modo che non pensino mai che li abbiamo illusi. Ma come si fa?