giovedì 18 marzo 2010

la volta in cui dimenticai la tetta

Il teatro mi piace. E ridere pure.
Veramente, in questo momento, dopo ore di febbre ininterrotta di Francesco, da ridere proprio non mi viene. E quello che sto per scrivere mi fa sentire anche un po' in colpa.
Sì, perchè, appunto perchè il teatro e il ridere non possono che essere un piacevole binomio e perchè mi fido delle mamme blogger che "frequento" ... ho deciso allegramente di partecipare all' iniziativa "Mamma che ridere!" e di raccontare qualcosa di divertente sia sul sito della Huggies, sia qui, a "casa mia".
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La volta in cui dimenticai la tetta
Il giorno del battesimo di Francesco è stato anche il giorno in cui io e suo padre, reduci da un matrimonio su una spiaggia sconosciuta delle Seychelles costato 100 Dollari, abbiamo deciso di standardizzarci ( ma perchè poi? ) e di giurare il nostro eterno amore in un luogo chiuso, con un altare e tante file di panchine.
Insomma, da una cosa veloce e informale, ci siamo trovati coinvolti in un vortice di decisioni da prendere, liste da preparare, persone da invitare, bomboniere da scegliere. Il giorno del battesimo/matrimonio sono arrivata stremata; complice il fatto che, avendo Francesco 5 mesi, le commissioni venivano svolte solo ed esclusivamente nei momenti di pausa tra una poppata e l' altra.
Per questo mi sono sposata con un vestito da 49, 90 Euro.Sì, è vero. Ma avevo sempre le tette piene di latte ed era l' unico che mi stesse - e che mi piacesse ( oltre al vestito vintage verde da indossare per il ricevimento, che costava come un vero abito da sposa e che ho indossato solo per un attimo perchè poi Francesco ha cominciato a risucchiare me e il seno ).
E poi "molta resa poca spesa", come dice sempre la Corinna, è una delle soddisfazioni più grandi.
Ma veniamo al sodo.
Quel benedetto giorno non ho avuto un attimo libero. E Francesco piangeva, piangeva.
Quando sono arrivata in chiesa Francesco piangeva.
Quando è cominciata la cerimonia Francesco piangeva.
Quando ci siamo scambiati le promesse Francesco piangeva. Dalle foto si vede il mio viso talmente preoccupato che addirittura avevo l' occhio strabuzzante e il sopracciglio inarcato contemporaneamente, che credo sia un' espressione che non venga bene nemmeno al mimo più bravo del mondo. Questo perchè ogni volta che sentivo avvicinarsi il pianto di Francesco verso l' altare, poi me lo vedevo arrivare in braccio a qualcuno diverso dalla volta precedente ( 1 minuto prima ). Una volta vestito, una svestito. Una volta con la pancia in giù, una volta in su.
Tutte - e sottolineo la E finale - mi facevano segno mentre io tentavo di giurare amore eterno ( sarà che qualcosa è andato storto proprio in quel punto??? ), con l' alfabeto muto piuttosto che con contorsioni, per chiedermi se io credevo che il bambino avesse freddo. O caldo. Se secondo me dovevano togliergli il maglioncino. Se era il caso di farlo bere ma-poi-sarebbe-stato-battezzato-e-a-pancia-in-su-e-magari-avrebbe-potuto-rigurgitare ( faceva segno la zia Pina ).
Insomma, 'sto porello d' un bambino si è fatto battezzare. Piangendo.
Ha aspettato che facessimo due foto. Piangendo. E' arrivato al ricevimento. E lì è crollato. Stremato. E consapevole che dopo ore e ore di strilli, non c' era verso di prendersi la tetta.
Sì, perchè il motivo di tutti quei pianti era proprio quello: mi ero dimenticata completamente di dargli la tetta. Ho realizzato solo dopo che il motivo per cui il bustino su misura che era costato 100 volte più dell' abito mi stava così bene non era perchè era costato appunto come un week-end a New York, ma perchè le mie tette erano piene, ma talmente piene che mi hanno persino convinto ad inscenare uno spogliarello degno di nota, con tanto di lancio della giarrettiera.
Insomma, io ero lì con le mie tettone a saltare, ballare, spogliarmi davanti ai parenti di mio marito e mio figlio si era addormentato stravolto e affamato perchè io avevo dimenticato la tetta. Nessuna delle suggeritrici aveva pensato a questo. Era talmente scontato che gli avessi dato da mangiare.
Ok, avevo già dimenticato più volte i pannolini, il cambio, il ciuccio, l' acqua, i biscotti, i giochi, il sonaglino, la bavaglia, il cappellino. Ma la tetta proprio no.
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L' ho pagata, eh?
Sì, perchè quando Francesco si è svegliato - e a me è rinsanita la testa - mi ha risucchiato anche l' anima. E le tette si sono svuotate.
Così, salutando e ringraziando gli ospiti a fine serata, il mio fantastico bustino ballava un po' e faceva pure difetto. In un attimo è crollato tutto ciò che avevo costruito in quei meravigliosi 5 minuti di popolarità ottenuti con lo spogliarello.
E voi? Avete mai dimenticato la tetta? Dai, ditemi che non sono l' unica ... !

p.s. so che questo non è uno dei tempi lanciati da huggies ... ma dicevano di sentirsi libere di proporne altri ... e io l' ho fatto ...

9 commenti:

Mamma in 3D ha detto...

Bellissimo post, Paola!
Da una che comprende l'emozione di 5 minuti di decollete inedito :-D

Anonimo ha detto...

Io mi sento ancora in colpa da quando Vittoria è nata, 5 anni fa, perchè all'ospedale (Mangiagalli di Milano!) non avevano stanze dove farmi alloggiare dopo il parto e quindi sono finita in uno stanzone di transito insieme ad almeno una decina di partorienti. Non potevo alzarmi dalla barella e non sapevo dove fosse mia figlia. Ho passato tutta la notte lì e alla mattina ho scoperto che Vittoria era stata portata nella nursery al piano di sopra. Quando l'ho vista che aveva tutto il visino graffiato ho pensato che avesse pianto fino alla sfinimento perchè probabilmente aveva fame e io non ero lì. Forse è per questo che non ho mai avuto problemi nel farla mangiare si ricorderà di aver sofferto la fame?
Un abbraccio
Stefania mamma di Vittoria

Snezana ha detto...

Bellissimo!Che bei ricordi di decolette pieni e rotondi,ah,che nostalgia...
Io veramente cosi su due piedi non mi ricordo se avessi mai "dimenticato la tetta",penso di no,ma cambio del pannolino si,e come,e mi vergogno tanto!

Lanterna ha detto...

Snezana, non vergognarti: credo che in tante ce lo dimentichiamo, soprattutto quando cominciano a diventare un po' più grandi! Piuttosto, sarebbe interessante lanciare un concorso sul posto più strano in cui abbiamo cambiato un pannolino ;-)

M di MS ha detto...

Che bel blog, non lo conoscevo!
Credevo di avere avuto un matrimomio incasinato (unica preoccupazione dove mettere il pupo pre e post cerimonia), ma leggendo il tuo post mi sono fatta veramente due risate!

Mamma Ulcy ha detto...

Hai descritto talmente bene che leggendo mi sembrava di essere alla cerimonia e al ricevimento + spogliarello! Da parte mia non rischio di dimenticare la tetta perchè le mie sono "piene di vuoto", nonostante le dimensioni piuttosto generose....ma mi è già capitato di dimenticare il biberon a casa durante le uscite..

Mamma Cattiva ha detto...

Paola, sei meravigliosa!

VerdeSalvia delle colline di Firenze ha detto...

A me non è necessaria una cerimonia nunziale: non più tardi di due settimane fà fuori da scuola ho caricato un compagnuccio di mia figlia in macchina, sono partita e, vedendo una tipetta in piumino bianco che rincorreva la mia auto come una forsennata, mi son detta: Guarda quella, sembra tutta Claudia.
ERA Claudia.
Avevo dimenticato di farla salire in auto.
Ho riso come una matta!
Lei per niente.
Questi giovani, non sanno più cosa sia il senso dell'umorismo!
DaniVS

PS Adddorrro come scrivi, e chi sbava per un mercatino di antiquariato es mi amigo! ;)

PaolaFrancy ha detto...

@Verde salvia: noooooooooooooooo, ti prego, sto morendo dal ridere!!!
mio figlio mi avrebbe menato di sicuro ... è vero, troppo permalose queste nuove generazioni!

paola