mercoledì 10 marzo 2010

eravamo noi quattro. e la prossima volta spero saremo in cinque

Le mamme del 2000 scrivono blog o comunicano il loro stato d' animo su facebook ( io mi rifiuto ), twitter, skype. Pubblicano foto su flikr!, libri su blurb! E magari, nel frattempo, inventano una ricetta o creano scialli di lana.

Si ribellano, non ci stanno a certe cose, urlano, parlano con psicologi, mediatori familiari, avvocati. Si separano, a volte.

In un mondo in cui se proprio proprio una non ha speranze di broccolare sul treno, per strada, in posta, può comunque trovare il "fidanzato" su facebook, si crede che separarsi sia la via più semplice, la scorciatoia per il paese di "orasonoliberaemifaccioicazzimiei". Si crede che un ex-marito mantenga l' ex-moglie e il bambino a suon di bigliettoni che piovono dal cielo. Si crede che la gestione familiare sia la stessa. Si crede semplice cercare di dare al proprio figlio lo stesso amore senza far trasparire la preoccupazione. Si crede facile non dormire mai di notte per fare i conti coi 10 euro sul libbricino e trovarsi sola con un bambino bollente di febbre. Sola.

Quando io e il papà di Francesco ci stavamo lasciando, pensavo che lui non avrebbe MAI potuto avere un' altra. Oh, no. No, no. La mia testa ripeteva spiandolo dalla cucina mentre guardava pacifico la partita sul divano: "Siamo cresciuti insieme, hai amato solo me. Solo, solamente me per tutti questi anni. Tu che comparivi all' improvviso ovunque, mi seguivi, fermavi il traffico per inseguirmi in bicicletta, venivi a spiarmi a scuola. Tu che hai fatto tutto questo per me, non puoi mettere le tue mani su un' altra donna. Sono troppo sicura di essere io l' amore della tua vita e tale rimarrò per sempre."

Poi ho scoperto. Io e Lui vivevamo già in case diverse. E' stato come se filobus no. 92 mi fosse arrivato in fronte. Ho tirato fuori tutta l' irrazionalità di cui ero capace. L' impotenza mi faceva imbestialire. Come il fatto che nessuno volesse darmi più informazioni su questa persona: dove abita, cosa fa, com' è. Lui che regalo le ha fatto per il compleanno??? Lui che era mio. Paradossalmente non mi era nemmeno venuto in mente che questa persona virtuale avrebbe potuto vivere mio figlio. Parlarci, ascoltarlo, cucinare per lui, giocare con lui, toccarlo, lavarlo, dormirci insieme. Ingenuamente non pensavo a mio figlio. Mio figlio che era veramente MIO.

Poi l' illuminazione. Mio figlio trascorre i week-end a casa di un' altra donna? Immediate le insicurezze ( e per chiamarle insicurezze, credetemi, c' è voluto del lavoro ... ): Si troverà bene con lei? Chiederà di me? E se vorrà stare con lei da grande? Se si confiderà con lei e non con me? Se vorrà più bene a lei rispetto a me?

"Tutte paure infantili" disse lo psicologo. Ma vaffandulo te e tutte le tue paure infantili.

"Qualcuno vuole fermare il mondo per favore? Non che voglia scendere, eh? E' che voglio invertire la direzione di marcia, cazzo." Mi sono chiesta tra me e me seduta di fronte a lui, con il papà di Francesco seduto accanto.

Ho ringraziato educatamente, ho percorso il corridoio con la faccia paonazza, sono salita in macchina e sono scoppiata a piangere. E' pazzesco come ricordi certe cose come se fossero successe ieri.

Non poteva essere. Nemmeno lui mi capiva. Nemmeno. Lo. Psicologo. Paure infantili??? La figura della madre è irremovibile per un bambino??? E chi me lo assicura??? Tu??? Con quella faccia da pirla??? Cosa faccio tra qualche anno, vengo da te a lamentarmi se mio figlio non mi vorrà più??? Ho trascorso mesi in cui passavo le ore a chiedermi perchè nessuno capiva quanto stavo male, quanto reali e tangibili fossero le mie paure. Trovavo il mondo più ingiusto del solito ( il che è tutto dire nel mio caso ) e lo guardavo dall' alto del mio balcone mentre fumavo e fumavo, dopo aver messo a letto Francesco.

Poi ho trovato la pace ( ?!? ). E un moschettiere.

Recentemente ho anche parlato al telefono con la compagna del papà di Francesco. Ci siamo promesse di incontrarci. Sappiamo che un rapporto sereno tra di noi può solo giovare a mio figlio. E' solo che prima avevo una montagna da scalare per arrivare a vedere la valle quieta e ammettere l' ovvio. Ora dei regali che si fanno per il compleanno non potrebbe fregarmene di meno. Per il mio, di compleanno - a dicembre, Francesco mi ha portato un palloncino rosa con un sacchetto di caramelle e degli auguri scritti con il pennarello da Lei. Fa strano, ma questa è la mia vita.

Qualche settimana fa il papà di Francesco e il Moschettiere si sono conosciuti di persona.

E domenica sera, quando Francesco è tornato da me, me lo sono preso in braccio, tra suo padre e il Moschettiere. Vicino alla rotonda dell' autostrada. Abbiamo aspettato un attimo prima di salire sulle rispettive macchine. Ci è venuto naturale.

Eravamo noi quattro. E la prossima volta spero saremo in cinque. Francesco indicava un traliccio disperso in un campo e diceva che era una casa. Una casa che prima non c' era. Una casa fantastica nel bosco.

E noi tre - io, il papà di Francesco e il Moschettiere - eravamo come nella scena finale di un film. Immobili, vicini, incantati ad ascoltare la storia immaginaria di questo bambino che in un attimo, in un solo attimo, è riuscito a dirci che è così che ci vuole.

Uniti nell' amore che gli vogliamo e sereni nel crescerlo.

28 commenti:

Mamma in 3D ha detto...

Chi pensa che ci siano strade facili da percorrere sbaglia.
Chi prende le sue decisioni, nella vita, poi ne paga il prezzo. Sempre.
Però ne raccoglie anche i frutti, se riesce a procedere nella direzione giusta.
Un abbraccio a tutti i protagonisti di questa storia e un augurio di cuore per il percorso che avete ancora davanti, da affrontare tutti insieme :-)

Silvietta ha detto...

ero già passata varie volte da qui, passando per MC, avevo letto della tua storia coraggiosa, però sono figlia di una dura separazione e non ce la facevo. Paura infantile? forse ;-) ma oggi mi sono detta che ce la posso fare, a leggerti e a commentarti. Sei brava, proprio brava. E questo post di oggi è come un'alba serena dopo tanta tempesta.
grazie.
un buffetto
silvietta

3bin3a ha detto...

Guarda, mi hai fatto piangere!
Leggendo le tue parole mi rendo conto di quanto lunga sia ancora la strada percorrere per arrivare alla cima della MIA montagna!
Ho scelto di rimanere sola con le mie trebimbeintreanni piuttosto che cedere al compromesso di una vita senza amore, di bugie e di sopportazione. Mi sono sentita molto in colpa all'inizio per aver imposto questa scelta alle mie figlie!L'amore non so se arriverà più. Parlo di un amore corrisposto. Mi porto dietro sopra sotto di lato e di fianco un ingombrante carico da accettare insieme a me. Carico che è e rimarrà sempre al primo posto. Adesso è presto per pensarci, però, e, soprattutto, manca la materia prima ;-) (così per sdrammatizzare un pò!).
Sono contenta di averti conosciuta cara paolafrancy e ti ringrazio per questo bel post. Me lo terrò stretto nel cuore per capire che veramente in qualche modo, se uno ha pazienza e testa il tempo aggiusta tutto e che quel senso di solitudine, di tristezza e di smarrimento che porti nel cuore e che esce ogni volta che togli la tua corazza può svanire regalandoti momenti preziosi ed indimenticabili. Che in qualche modo, anche se diverso si può continuare ad essere "Famiglia".
Forse quel giorno smetterò di andare anche io sul balcone, dopo aver messo a nanna qui,quo,e qua e fumare fumare e fumare..
Un abbraccio.

PaolaFrancy ha detto...

@3bin3a: ci vuole tempo, è naturale. quando la cosa è fresca i nervisismi, le paure ... non si possono nascondere.
certo, sarebbe bello capirsi, abbracciarsi comunque. nonostante tutto. questa è sempre stata la mia speranza, pur capendo che se una storia è finita, è naturale che ci siano degli attriti, almeno temporanei.
ti auguro ogni bene.
lo auguro a tutte voi.

paola

Giulia e tribù ha detto...

sono in lacrime. semplicemente.
volevo scrivere di questo, di tutto questo, in questi giorni sul mio blog, ma mi è mancato il coraggio...perchè ancora ci sono cose troppo difficili da spiegare, non solo alle bambine ma anche e prima di tutto a me stessa.
Ma dopo questo post mi hai dato il coraggio. Di sfogarmi, di raccontarvi, di condividere questa 'famiglia allargata' che fa tanto male a volte, ma che poi in un attimo ti puo' allagare l'anima di una ricchezza che non credevi potesse passare nella tua vita.
Grazie.
ti stringo forte
giulia

Se ha detto...

Una casa fantastica nel bosco in cui lui mette tutti voi, cinque, tutti uniti, tutti intorno a lui.
Lui ha tutto chiaro. E questa chiarezza gli dà forza e sicurezza.
Gli adulti ci arrivano sempre dopo.
Vedrai che sarete in cinque la prossima volta.

EricaML ha detto...

avrei tante cose da scriverti. ma ti dico solo che capisco ognitua emozione anche la più impercettibile...
Un bacio

MAMMOLINA ha detto...

Una carezza...

StellePorcelle ha detto...

Ciao, mi piace quanto si scrive di sensazioni così profonde senza cadere nella retorica.Brava!
Ho scoperto che mi avevi linkata (grazie!)guardando nell'account delle visite (quell'infame di Wordpress non mi segnala mai niente!)
Adesso vado a spulciarmi il blog...
Elisabetta

Anonimo ha detto...

Ciao, sono una pedagogista che si occupa di consulenza pedagogica alle famiglie separate.
Quello che tu hai scritto è prezioso per tutte quelle coppie che sono in fase di separazione.
Per dire: ok è difficile, insormontabile all'inizio, ma il tempo può aiutare a guarire il dolore. Ma anche per sottolineare che separarsi non è mai facile, soprattutto per i bambini, che spesso i genitori vanno supportati, non lasciati soli..è importante!
Arianna
vistodalei.splinder.com

beba ha detto...

Ho i brividi e le lacrime anche io.
Perchè leggere di tutto quello che hai passato mi fa riflettere ( e anche aumentare la stima che ho in te come in tutte le donne che facendo i conti a fine mese crescono i loro figli da sole...);
Perchè leggere di questa armonia che avete trovato da persone mature legate a questo bimbo fantastico che è il tuo piccolo principe mi fa capire che si può volendo lasciare anche se un po' a fatica i rancori alle spalle per dare priorità all'amore comune. Francesco.
E va bene sarà anche un po' merito di questo fantomatico moschettiere ma secondo me tanto lavoro l'hai fatto tu e di questo non puoi che darti merito.
Quello che Francesco è lo deve a te.
Il legame che avete costruito, superando insieme momenti duri non sarà mai sostituito da nessun'altra e questo tu forse ora lo sai. Sarà... diciamo così un lavoro d'amore di squadra.
Io spero di leggere presto il racconto di quando vi troverete in cinque.
Ancora una cosa volevo dirti.. in questo periodo che le cose a me ancora non sorridono i tuoi post mi danno un po' di fiducia e speranza e perchè no anche un insegnamento.

Sabrina ha detto...

non so cosa dire...questo post mi ha spiazzato e aiutato allo stesso tempo ... grazie per ciò che hai condiviso direi che è prezioso ciò che hai scritto....te lo dice una che non sa proprio cosa fare ... in bocca al lupo per tutto e grazie anche a giulia per avermi portato qui con il suo altrettanto bel post... ;-)

beba ha detto...

Difficile riprendere le fila di un messaggio... peccato che sia andato perso.
Diciamo che ti dicevo grazie.
Aspetto con ansia il resoconto dell'incontro a cinque perchè siete stati capaci con maturità di lasciarvi alle spalle i rancori e vedere il vostro punto in comune, la vostra priorità... Francesco quel piccolo principe capace di unire con la fantasia queste due famiglie in divenire.
Diciamo che anche il moschettiere avrà la sua parte in questo cambiamento ma il merito maggiore l'hai avuto tu.
Tu che sei riuscita a trasmettere tanto a francesco, tu e lui che avete superato momenti duri insieme, tu e lui che avete un rapporto che nessuno riuscirà ad incrinare.
Sono certa che questa serenità non potrà che giovare.
E ti dicevo, ti dico, grazie insomma perchè questo post insegna.

diana ha detto...

ti avevo già letto in silenzio...ora hai toccato una storia che riguarda anche me...una famiglia che ha allargato la mia famiglia e che a volte tiene sulle spalle questo peso...che è diffcile!!!
ora siamo tanti in questa casa e fuori...e ciò che sembrava non potesse accadere mai...è successo...famiglie unite intorno al focolare dei bimbi!!!
complimenti

diana ha detto...

uffa-..............avevo scritto un commento ed è sparito...riassumo.
ti ho letto in silenzio ma ora mi permetto di applaudire a questa piccola ma grande vittoria....che quando bisogna dividere i figli non si è mai pronte,,,,e non sai quanti pianti mi son fatta!!!
Brava

Susanna e basta! ha detto...

Mi è sembrato di leggere di me, delle mie paure, le mie stesse emozioni... Brava e Grazie.

Snezana ha detto...

Credo che questa tua esperienza sarà di grande aiuto alle altre donne (e anche uomini) nella stessa situazione,hai fatto più che bene a condividerlo con noi tutti.

Mamma Cattiva ha detto...

La mia storia è diversa e forse sotto certi punti di vista è più semplice se semplice è separarsi senza figli di mezzo. Ma la gelosia "infantile", il dolore di sentire le mani di un'altra sulla persona che sarebbe dovuta essere tua per sempre, quei sentimenti sono uguali e quando li vivi pensi che non potrai più riprenderti. La vita poi ti risponde diversamente ed è il tuo essere unica che deve convincerti che sei insostituibile. Non ti conosco affatto Paola eppure nelle tue righe ho già capito il tuo valore. Solo come esprimi la tua passione per i fiori mi suggerisce che un bambino oggi, il tuo bambino e l'uomo domani, quello che diventerà, non potrà mai confrontarti con nessun altro/a. Se lo abbiamo capito noi, lettrici della tua storia, quanto vali, come può non farlo Francesco? I dubbi, le paure sono giuste e spesso pungolanti ma sono sicura che prevale sempre la parte migliore di noi per le persone che ci amano. La donna del tuo ex si ritaglierà un suo spazio ma non invaderà mai il tuo. Francesco magari sarà anche più aperto e flessibile rispetto alle persone che si ritrovano in modelli consueti. Io non sono così sicura che le famiglie allargate siano sempre un danno. Basta esserne consapevoli e gestirle con reciproco rispetto. Al solito la faccio facile ma, è diventato un motto, facile non è. Un abbraccio.

PaolaFrancy ha detto...

scrivo ora e forse nessuno mi leggerà. ma prima non ci sono riuscita. volevo far "parlare" voi.
tirando le somme non posso non notare quante sono le storie di famiglie allargate, di passati scomodi.
E mi chiedo, con quel velo di sogno che ho sempre davanti agli occhi - mannaggia a me - se la vita deve essere per forza così difficile. Se è stato possibile trovare dell' umanità attraverso una rete virtuale, perchè è così difficile ottenerla questa umanità nella vita "reale", quella che si trascorre con le persone che si toccano, si baciano, si abbracciano, si amano?
o che si sono toccate, baciate, abbracciate, amate.
perchè?

Mamma Cattiva ha detto...

Perché in questo mondo virtuale che virtuale non è affatto (noi siamo persone vere mica ologrammi) ci si incrocia per affinità e non abbiamo nessun obbligo di continuare a frequentarci. Qui abbiamo solo il dovere della scelta. Nel mondo reale le persone leali a noi (che cmq ci sono) si mischiano a quelle che non lo sono e diventano una minoranza. E spesso (ma non sempre per carità) quelle non leali sono proprio quelle che per ruolo dovrebbero darci quello che ci aspettiamo. E' un po' la storia dei parenti che ti trovi e gli amici che ti scegli che qui diventa i reali che ti trovi e i virtuali che ti scegli ;)
Miiiii, se sono contorta....ma anche io me lo sono chiesta e ho imparato anche a "selezionare" (che brutta parola un po' razzista, ma ci siamo capite, eh?) nel mondo vero.

beba ha detto...

Ho scritto anche io sul post di trilly che si sta creando una rete di sostegno, una umanità una comprensione che va oltre l'inspiegabile....

( che bello il mio precedente commento non era sparito allora...)

PaolaFrancy ha detto...

@mamma cattiva: sì, anche io ho imparato a selezionare. ma quello che mi chiedo, nella mia totalissima ingenuitaà, me ne rendo conto, perchè manca così tanta umanità.
penso che l' "umanità di tutti i giorni" non ci sia quasi più: nessuno chiede se hai bisogno di aiuto se devi scendere le scale della metropolitana con un passeggino e tre borse. non so, hai bisogno di informazioni su un indirizzo, sei in mezzo alla strada e devi aspettare tre ore prima che qualcuno si fermi per ascoltarti. ok, la gente ora ha anche paura. ma non mi sembra di essere un tipo che incute timore, che potrebbe fermarti per rubarti il portafoglio. questi sono piccoli esempi. ma la verità è che non c' è più la voglia. è quella che manca. forse ora si preferisce stare soli, arrangiarsi. tanto c' è internet che risolve tutti i problemi.
@beba: sì, infatti mi sono riallacciata al tuo commento da trilly! io credo in questa rete. e, beba, spero veramente che le cose si sistemino, ma se hai bisogno di qualsiasi cosa, io ci sono. e non solo virtualmente, eh? esisto!
p.s. non so dove fosse finito prima il tuo commento ma è risaltato fuori!!!

Mamma Cattiva ha detto...

Più che umanità secondo me manca il senso civico, l'educazione perché si può allungare una mano anche senza per forza sentire un sentimento umano. Quello credo dipenda proprio da una forte tendenza verso l'individualismo, nel bene e nel male. Questa cosa fa impazzire anche me che sono tutto il contrario. Il mio personale modo di reagire è quello di lanciare occhiataccie sperando di sollevare quel briciolo di attenzione rimasta per il mondo oppure dare l'esempio, continuare a farlo e mostrarlo con orgoglio. I miei figli vivono tutto questo e magari con l'esempio mi seguiranno. Lo spero.

Un aiutino per capire l'inghippo dei commenti...il blog di Paola prevede che i commenti vengano da lei approvati quindi dopo averlo inviato non lo vedi subito pubblicato e ti sembra che sparisca. In realtà riemerge non appena Paola da' l'ok...:)))

baci a tutte!

PaolaFrancy ha detto...

sì, hai ragiuone, manca il senso civico. ma c' è anche un' aria di totale indifferenza.

anche io di solito lancio occhiataccie ... ma ieri sera, scendendo dal treno dopo un ragazzo che, non solo non si è offerto di cedere il passo, ma mi ha anche tirato una gomitata da paura per sorpassarmi, mi è scappato un bel "CAFONE!" ad alta voce.

ma sì, dai. non disperiamo e diamo il buon esempio ai nostri bambini.

p.s. ma quante ne sai??? ora ti prendo come amministratrice del mio blog! ti va???

Anonimo ha detto...

Leggo da un po ma in silenzio, io ho una bimba di 3 anni e la storia con suo padre è finita da 2; sono ancora in pieno caos emotivo e logistico (viviamo ancora a casa sua e lui sta facendo di tutto per sbatterci fuori al più presto). Ti leggo e ti ammiro, sei forte, serena e obbiettiva; vorrei essere un po più serena ma in questi gg sento che sto grattando il fondo del barile, barile che oggi è pieno di rabbia, delusioni, tristezze, insucurezze e paure...tante paure. Forse è arrivato il momento di chiedere aiuto, per me ma soprattutto per la mia piccola, ho paura di arrivare a sfogarmi con lei che non si merita la vita di merda che stiamo facendo.
Luana mamma di Emma

PaolaFrancy ha detto...

@anonimo: sai ... mi piacerebbe essere come mi descrivi: forte, serena e obiettiva!
purtroppo non sono così; ho mille insicurezze, timori, sensi di colpa. molte volte ho valutato una situazione in modo sbagliato.
e ho avuto, a volte, la tentazione di farla finita. ma poi, guardando il mio amore, ho pensato che mai al mondo avrei potuto rinunciare a lui, nemmeno da morta. e così, giorno dopo giorno, ora dopo ora, notte insonne dopo notte insonne sono andata avanti.
è stata - ed è - durissima.
scontrarmi per mesi ogni giorno con il padre di mio figlio anche per delle stupidate - per colpa mia anche, eh? - non avere la libertà di agire come avrei voluto, gestire i conti di casa, trasferirmi ( o dovrei dire, scappare ... ).
se ci penso mi viene ancora da piangere.

arriverai anche al punto di sfogarti un po' con la tua bambina ... o forse ti succederà - come a me - di vedere tuo figlio che ti stringe le gambe e ti guarda con occhi compassionevoli mentre tu piangi al buio seduta sulla poltrona.
in quei momenti mi sono sentita una merda. ma poi ho realizzato che non avrei potuto fare altrimenti in certi giorni. non ne avevo la forza. e tenermi tutto dentro sarebbe stato peggio.
tutto quello che è successo è stato un gradino sorpassato, è stato un modo per crescere INSIEME. anche il fatto di piangere insieme a mio figlio, un piccolo cucciolo che allora aveva solo due anni.

se hai bisogno di qualsiasi cosa, scrivimi per favore.
io ero sola. ma se avessi avuto un aiuto sarebbe stato molto diverso, ne sono sicura.

un abbraccio,
devi farcela e ce la farai.

paola

Mamma che fatica! ha detto...

Questo è davvero un bel post, sembra quasi un messaggio in una bottiglia. Brava! Spero che sia di aiuto a tante.

Mammafortunata ha detto...

Oh Paola.... mannaggia ... mi sono persa questo post a suo tempo....

L'ho letto solo oggi, oggi che sono a casa sola, M. è andata con suo padre e la sua compagna a vedere lo spettacolo delle winx sul ghiaccio e io son qui che la aspetto....

Tutto quanto hai scritto è esattamente quello che ho provato e provo io, diciamo che ora va abbastanza bene, ma la starda è stata lunga e dura... ma anche noi siamo arrivati più o meno al vostro punto... l'unica differenza è che io sono ancora sola e lui no....
Oh quanto vorrei tanto la possibilità di parlarti di persona un giorno... sei davvero speciale....

Un abbraccio CInzia