mutande e prosperità
Francesco sta togliendo definitivamente il pannolino e io con lui ( almeno spero ).
Sì, perchè i pannolini sono parte integrante della vita di ogni mamma: con la loro voluminosa confezione risparmio occupano metà carrello della spesa e alla fine non ci stanno nei sacchetti; costano decine di euro al mese e inquinano come un pallet di bottiglie di plastica; procurano irritazioni varie ai santi culetti e comportano di conseguenza l' acquisto di tubetti di creme allo zinco ... ma soprattutto, creano quell' attaccamento morboso del bambino a quello strumento che permette loro di non staccarsi dalla visione del cartone animato preferito o di continuare a giocare imperterriti mentre la puzza si espande ed invade l' area gioco fino ad arrivare come un filo trasparente alle narici della mamma.
Come scritto in un post precedente, prima di cominciare a portarlo verso questo nuovo grande traguardo, mi sono riletta Freud e la sua teoria della gratificazione, mi sono informata sul metodo migliore per non fargli subire "traumi" e ho capito che, come tutte le cose, va fatto tutto nel modo più naturale possibile, senza la fretta di togliere a me stessa questo peso.
E allora quando, come questa mattina, Francesco non ha voglia di mettere le mutandine perchè preferirebbe ritornare alla plastica confortante del suo amato pannolino, gli offro una spalla - oooops, una tetta - su cui appoggiare la sua tenera guancia e sentirsi rassicurato, amato, sostenuto in questo come negli altri futuri cambiamenti della sua vita.
p.s. scusate la tetta in primo piano, ma quest' immagine mi piaceva troppo. E poi, dopo aver allattato e mostrato la tetta a destra e a manca, non mi fa nessun effetto vederla pubblicata, per lo più coperta.
Forse però includere la parola "prosperità" nel titolo è un po' azzardato, ora che vedete da questa foto che tanto prosperosa non sono ...























