giovedì 12 gennaio 2012

Di fiori e di vestiti [quali sono i nostri strumenti?]

Non lo nascondo, prima di Natale ho attraversato un momento molto difficile (n.d.a.: francamente, mi risulta difficile giustificare la goduria di certe persone di fronte a questo).
*Momento difficile* nel mio linguaggio corrisponde a *la fine del mondo*. Tanto è vero che, con il senno di poi, mi rendo conto che il Moschettiere mi vuole proprio bene e che il suo sdrammatizzare, che mi fa anche tanto incazzare, alla fine mi salva.
Ma quanto è difficile. Se è vero che tendo spudoratamente e incontrollabilmente a creare tempeste in bicchieri d' acqua, è anche vero che ora mi auto-giustifico dicendo che quello che sono oggi, in questo preciso momento, è il risultato degli sforzi che ho fatto negli ultimi anni e delle salite che ho affrontato, un po' per scelta un po' perchè qualcuno mi ha portato su quella strada. Insomma, ci sono arrivata stanca a questo momento. Non sono una martire, per carità, ma per una come me che ha abitato nella stessa casa per 27 anni è stato facile accusare molto forte il colpo di qualche trasloco, tante tantissime parole (e non tutte felici) e di un definitivo e radicale cambiamento di vita, abitudini, aria. Colpo accusato, ovviamente, quando mi sono fermata.
La cosa che mi preoccupa, ma che mi rincuora allo stesso tempo (!), è che, come basta poco per farmi vedere la fine del mondo, basta altrettanto poco per farmi cambiare la prospettiva delle cose. Capita che sia stremata - non solo stanca - e, improvvisamente, ribaltando le idee nella testa, rinasco anche a livello fisico. Spesso non so giustificare come io riesca ad uscire da certi momenti, perchè credo di capirmi solo io.
Tante volte ci scherzo sopra e illudo me e gli altri che una sessione di shopping possa disinfettarmi le ferite. E invece, anche in questo, io sono strana. Certo, mi fa bene. Ma il mio rapporto con i vestiti è talmente naturale, istintivo, continuo, che non li ho mai visti come uno strumento o, tanto meno, una medicina.
Piuttosto, tendo ad affidarmi ai fiori. Perchè lì sono meno irresponsabile, mi affido ai manuali (e, a volte, alla sapienza popolare, in cui credo fermamente), calcolo i tempi, ragiono. In fondo, mi prendo cura di esseri viventi e sono figlia e suddita devota della nostra grande madre, la Natura.
Con i vestiti, invece, sono troppo diretta, sicura. So benissimo ciò che devo fare, non devo rendere conto a nessuno. E non mi basta comprarne uno - o dieci - per mandar via la tempesta che ho dentro. Preferisco sognare un' intera collezione  (e non mi basta nemmeno questo :D).

21 commenti:

Zia Atena ha detto...

AAAAA...quelle Lanvin... le avevo usate in uno dei miei set per le tue Stylish Classes..che a onor del vero mi mancano tanto...

Lo sai che io purtroppo coi fuori non vado d'accordo..però se riescono a portare la serenità a te...benvengano!!

Ti abbraccio forte forte...

Lanterna ha detto...

Quello che per te sono i vestiti per me sono i libri: non me ne basta uno per scacciare i brutti momenti, mi servirebbe un'intera biblioteca :-)

Gio ha detto...

ovviamente fino al discorso dei vestiti ho passato le tue stesse cose... Lo sai che ti capisco!
Vediamoci presto! baci

Marta ha detto...

è importante avere al nostro fianco persone che riescano a non farci annegare nei nostri bicchieri.

minerva ha detto...

Sembra di legger quel che penso io dei libri, leggendo di te ed i vestiti.
Leggo trame, scopro personaggi. Dal retro di copertina, di solito, capisco se un libro mi piacerà o no, e se decollerà o no.
La musica invece è come son per te i fiori, in più per affezionarmi ad una canzone ci metto tminimo tre ascolti (poi le sento fino alla noia e mi capita d'averne nausea). Con le canzoni sono precisa: vediamo chi la canta, in che epoca è stata cantata/scritta, che testo ha. Non sono esattamente il tipo di persona che si mette a ballare o saltare su una canzone ignota.
Coi libri invece va diversamente, mi ritrovo a desiderarne uno già solo dal titolo.
Baci
Minerva

gloria ha detto...

Bello leggerti così ariosa e in movimento...perchè anche le tempeste in un bicchiere d'acqua hanno un inizio, un durante, una fine.

Di strumenti me ne vengono in mente tanti e quasi tutti hanno a che fare con le parole: scritte, lette, ascoltate, pronunciate, cantate...non ci avevo mai pensato! :)

Anonimo ha detto...

dai io che ti ho vista di persona così spumeggiante e un po' intimidita posso solo immaginare che tu abbia un sacco di risorse interiori che si van rafforazando nel tempo...ciao ginevrartù

polepole ha detto...

Sono identica a te quanto a momenti difficili e fini del mondo. Per il resto, in mio soccorso vengono esagerati raid di shopping in libreria, come altre hanno già detto.

L'importante, alla fine, è trovare un motivo per rovesciare la prospettiva, no? qualunque esso sia... :)

PaolaFrancy ha detto...

Sapete cosa? Che io ho paura nel trovare rifugio in un libro perché mi può salvare ma può anche farmi sprofondare. Anche un libro bellissimo, stupendo...in certi momenti mi può riempire di domande e farmi male. Invece i fiori non mi chiedono niente.
Però adoro leggere, assolutamente. E metto in pausa la libreria solo durante quei momenti.

Un abbraccio a tutte
Paola

pollywantsacracker ha detto...

mannò, io nei libri mi rifugio senza chiedermi niente, vivo la vita degli altri e non penso alla mia.
Con i vestiti è il contrario: li compro solo quando mi sento bella e colorata. Se mi sento brutta, un bel vestito che mi sta male, mi fa solo star peggio!
Poi penso che nessuna tempesta sia in un bicchier d'acqua, perché la verità è vera solo in base alla tua percezione: se tu senti di avere un problema grande, allora E' un problema grande.

Marta ha detto...

che bella quest'ultima riflessione di pollywantsacracker.

Pellegrina ha detto...

Cara Paola che tristezza che tu abbia attraversato la fine del mondo e che bello che il nuovo anno porti un nuovo mondo.Forza! Fermati quando ne hai bisogno e riparti quando ne hai voglia... Ti faccio ridere: cinque anni fa in quindici mesi mi sono fatta undici traslochi... non male, no? Per il resto, che dire se non che ogni volta che leggo questi tuoi post mi ritrovo d'accordo su tutto, fiori e vestiti e libri e stati d'animo, come se fossero le mie parole, e mi succede di rado questo. La collezione l'ho vista e ho ululato, a parte il vestito Lanvin (marchio che mi piace moltissimo) e il maglione nero da 800 euro (sigh!) mi spiazza sempre la tua bravura. Ci sono alcune cose che d'istinto io non indosserei mai lì dentro (tipo il blazer o la camicia bianca), eppure accidenti, come lo fai tu funziona sempre. E dopo aver letto le tue lodi di YSL (che in genere non mi attirava troppo) ieri sono andata in estasi davanti a un paio di pantaloni blu e una camicia (camicia? un poema era) bianca profilata di blu, adocchiati a Parigi in una vetrina della nuova collezione... Felice 2012 a te e Francesco!

PaolaFrancy ha detto...

@polly: è questo che mi spaventa, però. È davvero un problema grande o sono io esagerata?
@pellegrina: grazie, tu mi lusinghi sempre... :)
(YSL è il mito dei miti. Mai più nessuno come lui, sigh!)

Mellon Collie ha detto...

Un po' mi vergogno ma il mio strumento è la cucina.
Cucino in base all'umore, come fosse una valvola di sfogo: come se dall'impastare, dosare, mescolare e aspettare il risultato dipendesse tutto il resto.
Una sorta di catarsi che affonda le radici nell'infanzia quando, per scacciare la tristezza di alcuni momenti, chidevo alla mia nonnina di fare una torta assieme e salivo in piadi sulla sedia per arrivare al tavolo con gli strumenti di lavoro.
Ecco, nel profumo che esce da una pentola o da un forno io riesco a stemperare l'angoscia.

Silvietta ha detto...

mia cara, ho appena giusto finito di scrivere della tua capacità al di là del professionale con i vestiti... si, comprendo appieno come i fiori possano essere il tuo strumento: perché sei amplificata, e un libro o un film ti rimanda troppe emozioni. mentre un fiore, per quanto appartenente a un insieme ampio, ti riporta.. a terra!

per me, in questo mi ritrovo, gli strumenti non possono essere cose che mi "attivano" (come i vestiti, o i libri).. a volte sono i film, qualche volta sono (per carità, è inevitabile) stati i libri, ma più spesso a "portarmi a terra" sono stati: scrivere, parlare, nuotare, fare schemi (anche su excel ;-) ), cucinare e meditare..

in bocca al lupo per questa uscita da quest'inverno faticoso!!
un abbraccio.
francesca aka silvietta

Pellegrina ha detto...

Paola, i primi rompicapi del 2012: quando si abbinano stivali marroni a un total black, che sfumatura di marrone va usata? Look da giorno, non troppo sportivo, che eventualmente con un accessorio giusto può arrivare fino a sera (non di gala of course).
Secondo: maglione grigio chiaro con qualche filo di argento sul collo alto, maglia abbastanza spessa, un po' sportivo, ma non troppo: come si potrebbe abbinare per renderlo più "elegante"?
Grazie, come sempre!

Pellegrina ha detto...

Percisazione forse necessaria: il maglione è corto è abbastanza stretto, anche se spesso.

PaolaFrancy ha detto...

cara pellegrina, per quanto riguarda gli accessori marroni sul nero, io preferisco sempre il cognac.
se vuoi un look meno sportivo, scegli la pelle e non il suede. ma anche questo va bene, perchè conta anche la "forma".
cerco di spiegarmi meglio:un paio di stivaletti color cognac o tabacco - per esempio - con una punta sfilata (quindi non rotondissima) + una tote bag (da portare a mano) su un paio di pantaloni neri e un collo alto nero = look non troppo sportivo e portabile fino a sera.
secondo me un accessorio giusto da prendere questo inverno è un paio di stivaletti con tacco alto ma non sottile in pelle color cognac con punta rotonda ma allungata. questi vanno davvero su tutto! e per la borsa, dipende dal budget! ti direi una chanel 2,55 color cognac...ma ti dico anche che si trovano tante borse carine (anche grandi e sono belle portate anche per una cena non formale) a prezzi decenti. hai mai provato da net à porter (credo sia www.netaporter.com)?
fammi sapere! :)

per quanto riguarda la maglia: essendo un grigio chiaro è più difficile da abbinare, per lo più con inserti argentati.
io la porterei con un paio di pantaloni skinny grigio piombo e stivaletti/stivali + borsa color testa di moro.
non abbinerei il nero o il blu, renderebbero la maglia più "fredda". e non azzarderei con i colori perchè l' argento (in inverno) è difficile da abbinare, soprattutto per il giorno.

spero di averti aiutata...se no sai dove trovarmi :)

un abbraccio, paola

Pellegrina ha detto...

Letto, salvato e meditato. Grazie! Quando parli di vestiti, sembra di vederli. I pantaloni grigio ferro ce li ho, ma in genere preferisco usare le gonne: quali andrebbero meglio in questo caso? lunghe, corte, dritte, a pieghe, svasate?
Quanto alla Chanel, color cognac dev'essere davvero bella! ora vado a farmi un giro per rifarmi gli occhi ;-) un bacio e grazie davvero!

PaolaFrancy ha detto...

Eccomi! Allora. Con una maglia corta di lana grossa io metterei un tubino grigio ferro lungo fin sopra il ginocchio, abbinato a degli stivali di pelle testa di moro che arrivino fino a sotto il ginocchio. Non metterei le calze o le metterei color carne perche' il colore della maglia è chiaro, mentre quello della gonna e dello stivale no; con delle calze scure tutta la parte sotto sarebbe troppo scura rispetto al sopra. Staccando con il colore della pelle si alterna chiaro e scuro e sta decisamente meglio (risulta anche più moderno).
Grazie per le tue parole, sei sempre troppo carina! Un abbraccio, paola

Pellegrina ha detto...

Cara Paola ma grazie e il tubino ce l'ho... gli stivali spero di averli oggi pomeriggio! Testa di moro con grigio mi ispira infinitamente. Invece quelli cognac tabacco del tuo commento precedente finora non li ho trovati, questo colore qui non va tantissimo, a meno che... ehm, sai che "casualmente" paiono identici a un paio elegantissimo di YSL ;-)?? E altro che ringraziarmi, sono io che mi scuso: sono una tassa :-)!