giovedì 18 dicembre 2008

il tappo mucoso



Uno pensa: esco con i miei ex-colleghi, faccio due chiacchere, un po' di spetteguless sui reduci dell' ufficio, accetto le critiche dell' incontentabile Giuseppe che scruta persin il capello per trovare un difetto ( ma poi tanto lo sappiamo che ci vuole bene ) ... e invece mi ritrovo a parlare del tappo mucoso. Eh, sì, il tappo mucoso, questo sconosciuto. Perchè finchè non sei pronta per il parto non sai nemmeno cosa sia, poi lo vedi e ... ancora non lo sai. Ma in quel momento, credetemi, non te ne può fregare di meno. E te ne dimentichi ... finchè alla cena di Natale degli ex-colleghi salta fuori Giuseppe con questa cosa e ne fa l' argomento top della serata ...

No dai, in realtà alle prime facce schifate della Cory ( che comunque ne ha persi ben tre - eh, sì, signore e signori, ben tre tappi mucosi ... ) abbiamo cambiato argomento e siamo tornati al vecchio sano - e sacro - spettegolo sugli ex-colleghi. Ma sì, perchè l' ufficio in cui lavoriamo, che si voglia ammetterlo o no, è il nostro mondo, il nostro confessionale. E quando te ne vai ti manca e una parte di te rimane lì, seduta alla scrivania dove quando avevi il pancione piazzavi il mezzo litro di latte, il nesquick, la frutta, il kinder cereali e chi più ne ha più ne metta; dove era bello schiacciare F2,F3,F6,F6,F6 e ... sì, ancora F6 ( vuria mai che il programma non mi salva la modifica ); dove era bello farsi sgamare dal presidente ( noi facciamo le cose in grande se no non ci piace ) a ritagliare le sagome di Giuseppe e Stefano da attaccare al portaombrelli; dove era bello - e sottolineo era - andare in ufficio.

Uffa, mi mancate. Un giorno forse pubblicherò una favola che ho scritto per ricordare questa splendida avventura ma adesso no, è troppo presto.

Nessun commento: