venerdì 23 maggio 2014
mercoledì 25 luglio 2012
Passionalità
Un po' sono cambiata, negli ultimi anni. L' impulsività rimane uno dei lati predominanti del mio carattere, ma succede anche che rifletta - magari anche un secondo dopo essere esplosa - e che sappia cambiare strada. O strategia (anche se non amo la parola "strategia", mi ricorda un gioco sporco).
Pubblicato da PaolaFrancy h 14:10 Etichette: crescere insieme, dreams, fatti della vita, il Moschettiere, India, io e Francesco, Istanbul, la mia mamma, questa sono io
venerdì 4 maggio 2012
Francesco e Istanbul, la loro prima volta.
Pubblicato da PaolaFrancy h 11:39 Etichette: family and friends, i turchi, io e Francesco, Istanbul, la gente, la mia mamma
lunedì 30 aprile 2012
Mattino {live from Istanbul}
Mia madre nella stanza accanto.
In effetti sono le 6 del mattino e, calcolando il fuso, in Italia sarebbero le 5.
Ma la preghiera che arrivava da un minareto molto vicino mi ha svegliata un' ora fa. O meglio, ero già sul chivalà e quel forte canto microfonato mi ha dato il colpo di grazia.
Questa notte qua fuori è successo di tutto. Ad un certo punto pensavo che stessero spostando una casa. Ora si sentono le navi che arrivano e i gabbiani che le seguono. Quasi silenzio.
L' appartamento che abbiamo preso è proprio accanto alla torre di Galata, nel quartiere italiano.
Anzi, genovese. È il mio preferito, qui a Istanbul.
Per la posizione, lo stile delle case - vecchie - e per il fatto che pur avendo qualcosa di turistico, è frequentato da istanbuliani. Questo appartamento è bellissimo.
Da uno dei balconcini si vede il mare. I proprietari hanno lasciato dentro tutto e il ragazzo che ci ha dato le chiavi mi ha persino detto che posso prendere i vestiti che voglio e metterli. Non esageriamo. Anche se la tentazione è molta, la ragazza ha del gusto.
In cucina ci sono le pentole appese con l' aglio. In alcuni punti ancora i vecchi stucchi sui muri.
Spero che mia madre questa mattina non si lamenti troppo del casino di stanotte. Mi vedo già mentre litigo con lei attraversando il ponte di Galata e godendo - comunque - di quel vento che solo lì c' è.
Di quel profilo, con i minareti e il promontorio del Topkapı, di quei pescatori che ti guardano quando passi ma se ne fregano anche.
Tutti continuano a dormire, qui. Io proprio non ci riesco. Buongiorno, mia Istanbul.
Pubblicato da PaolaFrancy h 05:13 Etichette: fatti della vita, il Moschettiere, io e Francesco, Istanbul, la mia mamma, vintage
lunedì 19 marzo 2012
Le leggi della campagna e della città
Chi mi conosce bene lo sa: sono una campagnola. Anche quando vivevo in città (quindi fino a 4 anni fa), ho sempre desiderato scappare. Mi sentivo stretta, osservata. Sentivo che i miei semi meritavano qualcosa di più di un balcone su cui diventare fiori inquinati.
Il destino mi ha portata in un posto in cui poche persone vivrebbero. Perché un conto è trascorrere un week-end in campagna, staccare dalla frenesia, respirare aria buona. Un conto è vivere tutti i giorni i rumori del bosco, il ritmo della natura, assecondarla e accettare quello che regala. E quello che toglie.
Questa mattina il Moschettiere mi ha detto che una gallina è morta e un' altra sta morendo. Ok, sono galline. Ma per noi, gente di campagna, sono parte della nostra vita. Per noi questo è un problema. Come è un problema quando una pecora viene uccisa o i cinghiali cercano di entrare nel nostro terreno.
Chi mi incontra, spesso mi confessa a distanza di tempo che non avrebbe mai creduto che un tipo come me potesse sentirsi così legata alla terra, così vicina alla campagna.
Credo sia lecito, visto che mi presento con un look decisamente cittadino e lontano da quelle che sono le "regole" del posto, dettate dalla consuetudine. Ma la campagna è dentro di me. Anche quando, come ho fatto ieri, passeggio per Bebek, a Istanbul, e dico che uno dei miei sogni è vivere lì, aprire le finestre al mattino e salutare l' Asia...ecco, anche in quel caso penso che se davvero un domani potessi realizzare questo sogno, forse lo farei in parte. Mi staccherei dalla strada affollata sul Bosforo e cercherei una casetta di legno con un po' di terreno sulle colline che stanno dietro. E coltiverei fiori e dormirei all' ombra di un albero di Giuda.
Andrei a passeggiare per le vie di Beyoglu, ma poi correrei ad innaffiare l' orto.
Lo farei come ho fatto nei giorni scorsi, sentendo mia quella città, in compagnia di due care amiche. Respirerei la sua aria, l' aria di Istanbul, che mi piace (mentre non sopporto gli odori del cibo, ma questo è tutto un altro discorso) e poi, se passassero un po' di giorni, porterei le mie amiche nella foresta che c' è sul Mar di Marmara, andando verso i Dardanelli. Perché ho bisogno di alberi, verde.
Ormai ho imparato quali sono le leggi della campagna. E anche se le osservo - e a volte provo a contestarle - sui miei tacchi, questo non significa che le sottovaluti e che non mi senta pienamente parte di questo mondo.
Curarsi, selezionare una maglia con attenzione e sentire che un colore fa stare bene e un altro no non significa sapersi destreggiare solo all' interno di un negozio di vestiti o in una via trafficata piena di borse loggate. Significa volersi bene. E rispettare gli altri presentandosi con pulizia, ordine e dicendo loro: "questa è la mia personalità".
Ma questo, secondo me, dovrebbe essere parte di una legge, come dire, universale.
Di quello che abbiamo dentro ne parlano altre cose. Ne parlano le nostre parole, le nostre letture, i nostri sogni.
Le leggi della città e della campagna vanno oltre.
Per questo ora mi alzo, giro i miei tacchi alti e vado a vedere come stanno le mie galline (pensando che se avessi un piccolo terreno sulle colline dietro Bebek, nella mia amata Istanbul, sarei felice, forse. Ma forse non lo sarei come lo sono qui,in cucina, mentre guardo le colline e il bosco scrivendo un post).
Pubblicato da PaolaFrancy h 09:29 Etichette: alberi, countrylife, dreams, flower power, Istanbul, le amiche, questa sono io, tacchi 12
mercoledì 14 marzo 2012
Mentre
Mentre i giorni passano veloci,
* Mi lascio trascinare da Francesco nella centesima (o centunesima) visione di "Harry Potter e la camera dei segreti";
* Riassetto il prato pulendolo dalle foglie schiacciate dalla neve solo poche settimane fa;
* Studio la natura da vicino e mi incanto;
* Corro. Corro. Corro;
* Mi faccio venire voglia di un cappottino leggero in panno beige;
* Faccio una puntatina nella mia amata Istanbul e quando torno già mi manca;
* Progetto di finire la coperta ad uncinetto che avevo iniziato e che voglio usare il prossimo inverno;
* Mi immergo nello studio del turco, un po' speranzosa e un po' demoralizzata;
* Non riesco a smettere di pensare che vorrei isolarmi con il Moschettiere per un giorno intero e parlare tanto, di più, sempre, come se fosse un fiume in piena;
* Guardo Francesco che vuole leggere, scrivere, sapere. E giocare tanto a calcio;
* Lo sgrido - forse troppo a volte - ma penso che lui debba vedere in me qualcuno che lo guidi con sicurezza e che non scenda (sempre) a compromessi;
* Mi rendo conto che è davvero un bravo bambino;
* Cerco di dare spiegazioni a certi perché;
* Ovviamente non ci riesco.
Pubblicato da PaolaFrancy h 19:27 Etichette: beige, countrylife, dreams, il Moschettiere, Istanbul, questa sono io
mercoledì 2 novembre 2011
One night in Istanbul
Quella notte di 14 anni fa mi ero vestita a festa e mi sono anche messa i brillantini sulle palpebre. Tutti mi guardavano male perché i brillantini non si usavano.
Quella - questa notte l' ho trascorsa a Istanbul, quest' anno. E ci ho pensato meno.
Mi sono fumata una sigaretta mangiando gelato e frutta, con due uomini davanti che si gustavano un sigaro.
(Quando il Moschettiere si fuma il sigaro, a me fa impazzire).
E poi mi sono avvolta in una sciarpa di maglia e pizzo che, a dire il vero a me non piaceva molto. Ma il Moschettiere ha detto che mi stava bene, con i capelli sciolti.
{In ogni caso, ci ho pensato meno, papà, ma ci/ti ho pensato}
Pubblicato da PaolaFrancy h 14:23 Etichette: il mio papà, il Moschettiere, Istanbul, le mie radici, men's, pizzo/lace
domenica 14 agosto 2011
Racconti al ritorno da una magica cavalcata tra Italia e Turchia
E girare in moto per le vie di Istanbul, la sera, con le luci.
Ero scettica - diciamo pure molto scettica all' idea di partire per un viaggio del genere. E invece ora ho dentro qualcosa che solo quest' esperienza poteva darmi. E che mi rimarrà dentro per sempre.
Su una delle borse della nostra moto c' è un adesivo che il Moschettiere ha preso negli USA: "Freedom is not free". È vero, la libertà va conquistata e si suda. Non è gratis. Ma quando la si ha tra le mani, anche solo per poco tempo, Dio quanto si viene ripagati!
6 giorni, 2000 km in macchina con moto al seguito, 2800 km in moto da Igoumenitsa (Grecia) ad Assos (Turchia), passando per Istanbul - e ritorno, 6 traghetti, un uomo e una donna.
Oggi pomeriggio ripartiamo. Questa volta in aereo. E in tre.
Pubblicato da PaolaFrancy h 12:10 Etichette: il Moschettiere, il Moschettiere e le sue trovate, Istanbul, le vacanze, travelling
giovedì 4 agosto 2011
La valigia di una non fashion-victim in partenza per Istanbul. IN MOTO.
Pubblicato da PaolaFrancy h 08:52 Etichette: il Moschettiere, Istanbul, le vacanze, poca spesa tanta resa, questa sono io, tacchi 12, travelling
giovedì 20 gennaio 2011
Storie e gusti di altri mondi
Pubblicato da PaolaFrancy h 16:37 Etichette: dreams, il lavoro, Istanbul, questa sono io
mercoledì 8 settembre 2010
evet, hayir
La prossima settimana, alla fine del Bairam ( la festa che segue il Ramadan ), ci sarà un referendum realmente importante per la storia della Turchia, ma anche quella di tutti i paesi del Medio Oriente - e quindi anche per noi.
Nel 1923 Mustafa Kemal Ataturk fondò la Repubblica Turca, laicizzando lo stato, proibendo l' uso del Fez, riconoscendo la parità dei sessi, adottando l' alfabeto latino. Insomma, improntò il tutto basandosi su un modello di stampo occidentalista.
Purtroppo non ho avuto la possibilità di informarmi molto bene su questo personaggio e quello che so, l' ho appreso da qualche veloce lettura, ma soprattutto, parlando con gli amici turchi. C' è chi dice che Ataturk sia stato lungimirante, avendo creato una costituzione molto moderna e che il suo modo di agire avesse come fine la sicurezza e la stabilità dello Stato. C' è chi lo vede come un dittatore, avendo lui creato un sistema autoritario, basato sul governo unico.
Pubblicato da PaolaFrancy h 11:44 Etichette: i turchi, il Moschettiere, Istanbul, tempi moderni, travelling
sabato 28 agosto 2010
vintage, vintage Istanbul
Lo scantinato si e' rivelato un gran bazaar, ben arredato e fornito. Con una bella atmosfera, di quelle che piacciono a me, con le persone che cercano, frugano, provano. Ho acquistato due paia di stivali a 30 lire turche il paio ( 15 euro ) e due meravigliosi abiti lunghi a fiori. Uno con grandi petali sui toni del blu - da indossare per una passeggiata al tramonto ( o per andare a bere un chai/the sulle terrazze sul mare della parte asiatica, perche' no ). L' altro abito e' una sottoveste beige/arancio, veramente "Seventies", che mi ricorda mia madre quando ero piccola.
Purtroppo Istanbul non ha una grande cultura vintage ( reduce dal Regno Unito, io ... ) ed e' difficile trovare negozi di questo tipo. L' antiquariato e' piu' diffuso, ma molto caro e questo e' un gran peccato, visto che ci sono luoghi che pullulano di botteghe stracolme di piccole meraviglie, purtroppo spesso non abbordabili o comunque overprized.






Pubblicato da PaolaFrancy h 13:26 Etichette: anni '70, estate, fatti della vita, il Moschettiere, io e Francesco, Istanbul, la mia mamma, questa sono io, storie di blog, tacchi 12, vintage
domenica 22 agosto 2010
la valigia di una non fashion-victim in partenza per una trendy Istanbul
Uguale per Francy. Solo che lui aveva anche un fantastico poncho impermeabile che gli invidiavo da morire sotto la pioggia.
Per Istanbul la cosa cambia radicalmente. Quando io e il Moschettiere ci siamo stati la scorsa primavera, ho ringraziato me stessa per aver avuto l' isitinto di ficcare in valigia un numero considerevole di sandali, bolerini in pailettes ( due, non tanti ... ), orecchini indiani e top ricamati. Qualcosa mi diceva che per qualche giorno saremmo stati costretti a trasformarci in animali notturni ( quali non siamo abitualmente ) per stare al ritmo degli amici turchi.
Cosi' e' stato. E cosi' credo sara' anche nei prossimi giorni.
Per questo, oltre a leggeri abiti a fiori per passeggiare durante il giorno e accessori vari, portero' ( Laura, prendi nota, eh? ):
- la mia adorata gonna blu elettrico, da abbinare ad un top bianco e a sandali argento;
- pantaloni a vita altissima color panna + sandali pitonati verdi;
- il tubino vintage - dono del Moschettiere - in broccato rosa e verde + sandali bianchi a listini ( ti adoro, Ferragamo );
- i miei immancabili pantaloni a sigaretta blu*;
- qualche camicia indiana, insieme ai top di H&M**;
- le nuove Castaňer dorate***;
Beh, anche in questo caso impieghero' pochi minuti per fare la valigia. E lo faro' all' ultimo minuto. Anche perche' ora ho voglia di sdraiarmi al sole, pensare al mio piccolo uomo al mare con il suo papa', iniziare il nuovo libro che ho preso dallo scaffale, localizzare sulla mappa i negozi vintage che ho trovato e studiare qualche nuova talea di lagerstroemia .
p.s. non volevo nemmeno specificarlo, ma lo faccio: Istanbul non e' ovviamente solo locali alla moda, ristoranti o discoteche. Anzi. Istanbul e' molto, molto di piu'. Ma - e credo che chi c'e' stato possa confermarlo - e' una citta' davvero molto animata, soprattutto la sera. Quando il Bosforo manda il suo richiamo e tu non puoi resistere.
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* con il blu non si sbaglia MAI;
** i top sono belli basici, da giorno e da sera ( ci sono le eccezioni - vedi top indiani - ma e' troppo lunga da spiegare ) ... perche' spendere tanto quando si possono avere di buona qualita' e ad un ottimo prezzo?;
*** un piccolo tip: le Castaňer sono le scarpe con la suola in paglia originali. La punta leggermente squadrata rende l' idea della suola in paglia meno "da spiaggia". Sono comode, pur essendo alte, facili da portare ( in caso le indossiate con i pantaloni ... solo alla caviglia, non oltre ) e non costose. Con i saldi si possono trovare anche intorno ai 50 euro.
Io le considero un investimento a lungo termine, visto che - credetemi - saranno sempre attuali.
Pubblicato da PaolaFrancy h 14:05 Etichette: aerei, estate, il Moschettiere, Istanbul, per ben apparire bisogna soffrire, poca spesa tanta resa, tacchi 12, travelling, vintage
mercoledì 2 giugno 2010
racconti al ritorno da un' antica metropoli
Poi, dopo aver visitato Aya Sofia e la Moschea Blu, si fa un giro al Gran Bazaar - che a me sembra solo una bella trappola per turisti attirati da borse tarocche, anche se merita di essere visitato per la sua architettura.
E poi. Poi a passeggio per le stradine di Eminonu, a comprare zucchero al limone e alla cannella, sucuk ( dall' spetto veramente equivoco, ma buonissimo ), marmellata di rose, miele in favo, sapone e conchiglie . Anche una bella clutch bag, con la sensazione di essere nel pieno del periodo piu' kitch della propria vita.
Al mercato dei fiori di Istanbul vendono anche le sanguisughe. Tra le rose, il basilico viola, le oche e i conigli.
E la sera ti vengono in mente questi scorci cosi' genuinamente orientali quando ti siedi su un terrazzo del quartiere di Pera in un moderno ristorante che si chiama 360 - perche' da li' si vede la citta' di Istanbul a 360 gradi.











Pubblicato da PaolaFrancy h 16:12 Etichette: aerei, animal channel, countrylife, fatti della vita, flower power, gli amici, i turchi, il Moschettiere, io e Francesco, Istanbul, movida, racconti al ritorno, travelling
sabato 29 maggio 2010
ebbene sì, mi sono ubriacata ( anche ) a Istanbul
Berra, Nur e tutti gli altri amici sapranno sicuramente come farvi sentire a casa vostra.
Pubblicato da PaolaFrancy h 06:17 Etichette: family and friends, il Moschettiere, il Moschettiere e le sue trovate, Istanbul, movida, tramonti, travelling
venerdì 28 maggio 2010
alba a Istanbul - live
Pubblicato da PaolaFrancy h 06:10 Etichette: aerei, i turchi, il mio uomo ideale, il Moschettiere, il Moschettiere e le sue trovate, Istanbul, travelling







