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lunedì 2 aprile 2012

Racconti al ritorno da una città proibita, da una grande muraglia, da una cattedrale colorata

Quando ero piccola guardavo il mappamondo e sognavo di visitare ogni piccolo angolo della Terra. Crescendo, ho capito che 1) non è così semplice 2) se si vuole, come per tutte le cose, si può fare.

Pechino. Se non fosse per le migliaia di sputate in terra da parte dei suoi abitanti (e non), sarebbe la città più pulita che abbia mai visto. E se la città proibita fosse ancora proibita, beh, sarebbe un vero peccato. E ancora, se non fossi scesa dalla Grande Muraglia su un bob con il Moschettiere dietro che mi diceva di andare più veloce, ora non mi verrebbe da ridere. 
Anche pensando a Mosca, a quella meraviglia così decadente ed elegante, sorrido. Se non l' avessi rivista dopo 15 anni, non avrei ri-scoperto che i posti cambiano a seconda di quello che hai dentro quando ci arrivi.

In fondo, se non avessi comprato un aquilone cinese a Francesco, ora non sarei felice di questo maledetto vento.
E se non avessi mai creduto a tutto ciò in cui credo - forse - non avrei fatto, visto, sentito tutto questo. Non avrei ballato in un parco di Pechino con dei simpatici vecchietti. E molto, molto, moltissimo altro.