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mercoledì 29 giugno 2011

A proposito di letto {Bedroom stylish classes}

Anche se ultimamente il freddo della campagna sta un po' frenando i miei fervori stilistici, continuo ad amare e coccolare il mio abbigliamento per la notte.
Nel corridoio che precede la mia camera sono appese ad una vecchia applique le mie camicie da notte vintage. Mi piace sceglierle da lì, la sera prima di dormire o accarezzarne la seta passando.
E poi c' è un cassetto dedicato a tutto il resto: shorts in pizzo per l' estate, camicette aquistate in India pensando proprio alle mie notti, ampi e comodi pantaloni in cotone, mille t-shirt - corte, lunghe, larghe - da mettere a strati, vestiti morbidi, mini  o cache-coeur per coprirmi le spalle se ho freddo.

Non ci sono regole fisse, ovviamente e non mi soffermo neppure sull' importanza del curarsi anche in casa (e anche sotto le lenzuola :D) ... ma personalmente non amo l' abbigliamento tipico per la notte - soprattutto quello disegnato con mille pupazzetti. Preferisco "giocare" con capi da giorno, come le camicette o i cardigan o ancora i vestitini, mischiandoli ad altri creati apposta per la notte.
Mi piace portare le mie lunghissime camicie da notte in seta (ereditate dalla mamma) con un cardigan pesante, in inverno (o addirittura un maxi-pull di lana grossa). Oppure abbinare una normalissima camicetta a fiori ad un paio di pantaloni ampi in cotone.
Mi fa sentire più ordinata e curata.
Spesso compro in questo negozio ; la parte "classica" della collezione (non quella disegnata con i personaggi dei cartoni animati, per intenderci) mi piace sempre.

E voi? Come vi vestite per andare sotto le coperte?

mercoledì 3 novembre 2010

piccolo Francesco, che credi alla storia del topolino

La brioche alla ciliegia - ormai a meta' - e' sul ripiano del bagno. La finiremo domani, ora dobbiamo lavarci i denti.

Nel letto caldo Francesco immagina un topolino. Forse andra' a mangiare la meta' della nostra brioche, sul ripiano del bagno.

Allora dobbiamo salvarla. Insieme ci avventuriamo e di soppiatto mettiamo la brioche ancora piu' in alto. Ssshhh. Lo sappiamo solo noi.

Ora possiamo dormire tranquilli.

"Ti amo fino alla luna e indietro" - e' la nostra frase, da sempre. Da quando lui era nella pancia e aveva sei mesi. E insieme abbiamo comprato un piccolo libro che parla di conigli, in una libreria di New York. Ancora insieme abbiamo scritto la data, come facciamo sempre su ogni libro - Marzo 2006, NYC.

domenica 1 novembre 2009

a proposito di forza


E' strano come io mi veda sempre diversa da come mi vedono gli altri. Ed è strano ricevere un premio e sentirsi dire che sono forte. Proprio in questi giorni di pura impotenza.
Allora grazie a Diletta e Yaya e una precisazione: io non sono forte. Faccio la dura e mi butto nelle cose a 100 all'ora ma la sera stringo il cuscino e piango.
E mentre stringo il cuscino e piango, spero di cambiare e di cominciare ad aver voglia di sedermi sulla riva a guardare il fiume , anziché continuare a voler navigare le sue rapide. Perchè so che soffrirei meno.
( tra parentesi: mi scuso per non aver pubblicato e ringraziato prima ma nei giorni scorsi ho fatto da interprete per una persona che aveva dei fornitori turchi in visita in Italia ... e dovevo "interpretare" dal mattino presto alla cena, in cui questi poverini abituati a mangiare solo carne dura appesa ad uno stecchino, scoprivano le bellezze della cucina italiana )
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Comunque, ci sono vari blog che vorrei segnalare, ma in questo momento ho veramente pochissimo tempo per scrivere. Allora ne segnalo un paio ( Cinzia/Mamma fortunata e Lady/Finché giudice non ci separi ) perchè sono scritti da donne "sole", che poi forse tanto sole non sono. Insomma, come me.
Da donne forti, deboli, dure, fragili, chi lo sa.
E in fondo chi se ne frega. Tanto noi avanti ci andiamo comunque.
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p.s. Beba mi ha suggerito di inventare una storia da raccontare a Francesco per fargli capire che non deve picchiare gli altri bambini. Per ora è un piccolo successo, nel senso che è un modo per farlo stare seduto ad ascoltare 5 minuti. Che poi metta in pratica l' insegnamento della storia, beh, per ora la vedo dura.
E a proposito di fiabe, mi è stato chiesto di pubblicare una favola scritta qualche anno fa per un' occasione speciale. Lo farò, Alessandro, Lorena, Bety e Synta. Lo farò perchè per me è stato un momento speciale e perchè è giusto dare testimonianza della forza di questo grande, grandissimo amore.
p.p.s. oggi è un giorno particolare per me. un abbraccio al mio papà che mi guarda dal cielo.

mercoledì 14 ottobre 2009

menta selvatica e uva americana

Sono giornate intense, in cui purtroppo non ho quasi il tempo per aggiornare il mio blog. Ma questo tempo lo voglio, lo devo trovare perche' e' troppo bello appiccicare pensieri su questa superficie cosi' eterea ma cosi' immediata e vera che e' la blogsfera.

Non posso non lasciare un ricordo di un meraviglioso week-end in cui ho avuto il piacere di presentare il mio nuovo mondo a vecchi amici.
Il mio nuovo mondo di campagna, in cui la sera, dopo una pasta e fagioli coi fiocchi, abbiamo raccontato le favole della buona notte e chi non si e' addormentato con i bambini si e' goduto la veranda dai grandi vetri che fan vedere il mondo dal caldo di una coperta di lana.
E poi di giorno, complici il bel tempo e l' ultimo inatteso caldo, ci siamo riuniti intorno a prati di menta selvatica e vasi di oleandri per assaggiare una cucina vegana improvvisata e vedere i nostri bimbi fare la ruota nel prato, dare l' insalata alle galline, assaggiare l' uva americana..

E noi. Eh, noi. Noi ci siamo seduti a guardare la collina di fronte. Alcuni assaporando un sigaro, altri ridendo di vecchi ricordi..

Aspetto le foto, Ste, che sai che io ne faccio sempre poche ( e brutte ). E goditi il sigaro.






Chissa' chi indovina chi e' il moschettiere.

domenica 17 maggio 2009

storie di libri e di mondi

Ieri mi sono decisa, ho preso la macchina, caricato il passeggino, Francesco, una borsa con due cambi, le salviettine pulisci-ciuccio ( che se le avessero inventate prima magari mi avrebbero fatto un gran favore ), il portaciuccio con le scorte, un libro, un catalogo della Toys che va sempre bene perchè ci sono le foto delle moto, un pacchetto di biscotti plasmon, un plum cake, un asciugamano, un bottiglietta d' acqua e ......... no, non sono partita per una vacanza.
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Però sono andata per ben due ore alla fiera del libro di Torino. Con tanto di Laura e mamma di Laura, che è stata felice di fare la nonna per un giorno. Almeno così credo, visto che i due là dietro se la spassavano tra racconti di orsi e stelle polari, mucche e contadini.
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Nel tragitto in macchina pochi attimi rubati per me e Laura per raccontarci le cose che non riusciamo a dirci per mancanza di tempo nonostante le telefonate quotidiane.
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E poi la fiera. Sono entrata e ho sentito l' impulso di prenderli tutti, quei libri dai mille titoli, dai mille colori. E poi ne ho comprato uno solo, per la mia mamma. Sulla prima pagina una dolce dedica di Marilde, con la quale sarei potuta andare avanti a parlare all' infinito ( tanto per ritornare a quello che dicevo qui ).
Sono sicura che questo libro colpirà mia madre, una donna che non ha paura di dire che durante la sua assenza dal lavoro per una maternità attesa per 17 anni, è quasi caduta in depressione.
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Al ritorno a casa, dopo aver:
  • deciso di erigere un monumento alla Chicco per avermi salvato da una delle crisi ciuccio-sporco di Francesco con le salviettine pulisci-ciuccio di cui sopra;
  • creduto di aver convinto mio figlio che il plum cake avanzato dal pomeriggio non è un pasto completo, come dice il programma Zenzero;
  • sentito le sue urla per gli ultimi 10 kilometri perchè secondo lui Zenzero dice le bugie e il plum-cake può sostituire una cena;
  • preparato la cena - appunto -, servito il dessert, caricato la lavastoviglie, pulito la cucina;
  • disfato la borsa, preparato il pigiamino, le mutandine e la canottierina, lavato, vestito e pettinato il pupo ...

quest' ultimo mi chiede di guardare il mappamondo gonfiabile, prima di andare a letto e leggere tutta l' antologia completa della Mucca Cornelia e i suoi amici.

"Ecco, vedi Francesco, questa è l' India, un paese meraviglioso, la Thailandia, l' Alaska, New York ... "

"E qui c' è Pacccoaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaandia, dove ti tono i titicoiiiiiiii" ( "E qui c' è Parcolaaaaaaaaaaandia, dove ci sono i tricicoli". Detti anche tricicli. A volte" )

( ... )

martedì 24 marzo 2009

sogni d' oro incasinati


Francesco adora le favole. Ed io con lui, amo immergermi in un mondo in cui gli animali del bosco rubano uno zoccolo al gigante Barbarossa per navigare il fiume, in cui la mucca Cornelia spedisce con una cornata il contadino Contardo al di là della collina, in cui Nonna Coniglia riunisce intorno a sè tutti i suoi nipotini per raccontare loro le avventure della Fattoria del Melo Verde.

Poi ci sono le classiche fiabe che grazie alle rappresentazioni di Walt Disney hanno arricchito il nostro immaginario di bambine.

Francesco cresce con la nonna - mia madre - che non ha la benchè minima intenzione di raccontargli storie di guerrieri, dinosauri o robot. No, lei è convinta che le vere favole siano quelle in cui devono esserci, nell' ordine:


1) una sfigata che come minimo è orfana e come massimo ramazza il pavimento tutto il giorno o parla con gli uccellini, suoi unici amici;

2) una matrigna stronza e magari anche due sorellastre;

3) un principe azzurro ( quello che ha rovinato il rapporto di tutte noi con l' altro sesso - anche se non escluderei il ruolo fondamentale che hanno avuto abel, arthur e terence nel mio approciarmi con gli uomini, visto che nei cartoni animati che guardavo io trombavano tutti, anche tra fratelli ... ).


Comunque, chi meglio di Biancaneve e Cenerentola può racchiudere tutte queste belle caratteristiche? Per questo mia madre racconta queste favole a Francesco dalle 10 alle 20 volte al giorno. E a queste si aggiungono altri 2/3 turni miei prima di andare a dormire.


Questa mattina in bagno Francesco dice di volermi raccontare la storia di Cenerentola. Ecco la sua versione:


" Teneeeentoa è bea; tira tutto i dionno, puissse, ava. Poi ha due toeaste, Anattadia e Benobessa. Cappa ne bocco e tova ua caetta dove ti tono due ettini di à, ei puissse puissse puissse poi aibao tanti nanetti che tono feici.

ei coe, coe, coe e pedde a cappetta di chittaoo. ma poi i pincipe ba in tutte e cae per teccae Teneeeentoa ma tutte hanno i piedone goooooso goooooso.

bangia a mea e domme. i pincipe attuoooo a bacia e ti bbeia."

Traduzione: "Cenerentola è bella, stira tutto il giorno, pulisce, lava. Poi ha due sorellastre, Anastasia e Genoveffa. Scappa nel bosco e trova una casetta dove ci sono due lettini di là, lei pulisce pulisce pulisce, poi arrivano tanti nanetti che sono felici.

Lei corre, corre, corre e perde la scarpetta di cristallo. Ma poi il principe va in tutte le case per cercare Cenerentola ma tutte hanno il piedone grosso grosso.

Mangia una mela e dorme. Il principe azzurro la bacia e si sveglia."


mmmmmmh, mi sa che ha fatto un po' di casino ( o "casinotto", come direbbe la mia zia Micheline, che tanto so che mi legge ... ).
p.s. Ah, questa favola inventata da Francesco è per la dolce LUNA .