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martedì 23 dicembre 2014

Un bambino che crede ancora in Babbo Natale (Tra le sue rose, che hanno un po' di freddo)


Negli ultimi giorni ci sono state mattine ghiacciate. E il giardino era ancora più bello. 
Nonostante sia la fine di dicembre, sono riuscita a trovare tanti piccoli tesori, cosa che gli anni scorsi non era stata possibile, per via della neve (che è comunque prevista tra pochi giorni).
Dalle colline vediamo mari di nebbia e rive verdi, costellate di canneti gialli.
Flora guarda dalla finestra, mentre Turbo ancora cerca qualcosa scavando nella terra dura e Tosca si sdraia sull'erba come se fosse estate.

Rosa "Astronomia", con stami rosa, una di quelle personali di Francesco

Sembra che Francesco creda ancora in Babbo Natale ma non ho capito se lo fa per convenienza o se si tratta di fede pura. Ha finalmente scritto la sua lettera, che al momento è accomodata sotto uno dei miei vasi preferiti, con fiori secchi di ortensia.
Ne ho riempiti altri con rametti di agrifoglio e pyracantha e la tavola è bellissima in questi giorni.

I pacchetti sono pronti da giorni, i miei libri di giardinaggio sono catalogati, le piante riposano, Francesco suona il pianoforte. 
Oggi pomeriggio lo accompagno a Milano e, inutile dirlo, mi manca già. Ha quelle mani così grandi e rotonde che non riesco a resistere alla sua tenerezza.
 

lunedì 13 ottobre 2014

Temporali di ottobre

Quest'anno come non mai ho apprezzato l'acqua. Mentre tutti andavano in giro lamentandosi del mal tempo io pregavo per una goccia di pioggia in più.
In giardino da quest'estate ci sono molte novità e le nuove bordure avevano bisogno di molta pioggia. Per essere sincera, IO avevo bisogno di molta pioggia.
In realtà la nostra collina deve avere un microclima tutto speciale, visto che non ha piovuto così tanto come in altri posti molto vicini a noi, ma mi accontento. E ringrazio.

Oggi c'è il temporale. 
Io mi sono ritirata in cucina, osservo dalla porta a vetri il frutteto, là in alto, i meli che ancora hanno qualcosa da offrire. 
Ho creato delle ghirlande di mele da appendere ai rami dell'acero per aiutare gli uccellini ad affrontare l'inverno. Arricchiscono il giardino. E lo rendono un luogo accogliente per i suoi abitanti e per quelli che vengono a farci visita.
Mi godo il caldo della stufa che, insieme alla sua fiamma accesa, ha portato un po' di sporco e quel poco di lavoro in più per noi, come sempre accade in questo periodo di passaggio tra il caldo dell'estate e l'umido dell'autunno.

Mi sono abbonata a riviste inglesi di giardinaggio. Le sfoglio sull'Ipad prendendo appunti su piante, nuove cultivar, sistemi di irrigazione alternativi, modi per attirare sempre più insetti impollinatori (anche se ho già delle premure per loro nel mio giardino). 
Vedere come tutto stia prendendo forma, sotto ai miei occhi e nella fatica delle mie braccia mi fa venire i brividi: realizzare qualcosa, trasformare progetti che erano solo di carta, costruire il mondo verde che volevo, è questo che sto facendo.

Tosca sta tremando, lei prende sempre male l'arrivo dei temporali. Flora, da dietro il vetro della cucina calda, la guarda con aria sostenuta.
Verrà il tempo in cui queste due bellissime creature saranno amiche.

venerdì 10 ottobre 2014

Flora

E' una vera gatta di campagna. E questo ha reso immensamente felice il Moschettiere, che pensava di trovarsi di fronte una micia snob dallo sguardo impenetrabile. 
Si chiama Flora, che è il nome che avrei voluto io, ma ha il soprannome di "lavandino", che non è altrettanto raffinato ma le si addice in quanto gran mangiatrice di qualsiasi cosa di commestibile.
Fa la dura con Tosca, anche se una pesa 2 etti e l'altra 50 kg.
E' bianca e nera e ha il collare rosso. 
Si fa fare il bagno ma guai a chi accende il phon in sua presenza.
Purtroppo, sarà il nome, cosa pretendo, ama le mie piante e la terra dei loro vasi. La prossima cosa che mi sono segnata di fare è mettere una protezione e impedirle di rovistarci dentro. 
Per il resto è un classico gatto: fa gli agguati dietro gli angoli, ti si piazza sulle gambe mentre scrivi post al computer, dorme sulla sua sedia preferita o nella sua cesta, si fa le unghie sui tappeti, cattura topolini.
Insomma, Flora è finalmente con noi.



p.s. Sono sempre terribilmente in ritardo ma, giuro, ho delle buone scuse (che, ovviamente, combaciano con quelle di tutte le mamme che sono sempre indietro sulla tabella di marcia delle scadenze): credo che i post che scrivo sul canale "Piccolini" quest'anno siano i più interessanti tra tutti quelli pubblicati in questi anni. Qui trovate i link del mese di settembre, con idee per festeggiare la fine dell'estate (siete ancora in tempo!) e per decorare la casa come faccio io in questo periodo, utilizzando foglie e fiori.
p.p.s. Ovviamente, se non avete nemmeno un'ortensia, dovete procurarvela (ref: ultimo link). I suoi fiori sono decorazioni permanenti ;)

giovedì 10 aprile 2014

Quattro foto

E' l'alba e, come spesso succede in questo periodo, sono sul divano della veranda a ritagliarmi uno spazio prima che Francesco si svegli per andare a scuola. Quando il sole spunta dalla collina di fronte è già troppo tardi, il giardino chiama e il tempo mi divora. 
Spesso mi siedo a guardare il bosco fitto di ciliegi selvatici e noccioli, essenze di questa terra, da quella parte del nostro giardino che adesso è ben visibile nella mia testa come mix di piante di Ribes ornamentale, Aster, Vinca e Primula ma che agli occhi degli altri è solo una terra scura che ha contenuto un bosco. 
Le rose traboccano di boccioli. Se ne contano centinaia e tra poco si schiuderanno al sole. 
I tulipani stanno dominando il giardino e sono imbarazzanti da quanto sono belli.

Francesco si è appassionato alla musica. Gli abbiamo regalato un vecchio ipod del Moschettiere e adesso non lo abbandona mai, tranne che per andare a scuola, ovviamente.
Lo sento cantare dalla veranda, mentre sono in cucina a preparare la cena. E vado a spiare tutta la tenerezza delle sue parole e dei silenzi che seguono il ritmo della musica che c'è nelle sue orecchie.
Due giorni fa è andato in gita per la prima volta. Aveva lo zainetto che abbiamo preparato insieme: sacchetto del pranzo, acqua, macchina fotografica, fazzoletti, visiera. E' tornato con quattro foto (di cui tre del suo amico e una di fiori), i capelli ancora più biondi, la tristezza di una giornata finita troppo in fretta.

A casa è ormai il responsabile del pollaio, che detta così sembra una cosa brutta. Invece è un compito tutto suo, che si è scelto e che svolge ogni giorno, senza mai dimenticarsene. E poi coccola il suo cavallo, che lo annusa con quel naso grande. E ridono insieme.

Lui ha dentro la campagna, glielo dico sempre. Ha dentro quello che i libri di scuola non dicono, quelle albe che disegnano il profilo della collina e le foglie dei tigli che lui ha tanto voluto.




lunedì 11 novembre 2013

Occhi che ridono

Oggi c'è vento ma non si vede nemmeno una nuvola. È uno di quei giorni in cui si sente quasi il profumo dell'aria pulita.

Sabato pomeriggio è arrivato Turbo, un pointer magrissimo e sofferente che abbiamo preso nella pensione in cui era finito dopo che il suo padrone -cacciatore- lo aveva maltrattato.
Si vedono tutte le ossa e non riesce a sedersi, ma è bravissimo, soprattutto a fare l'ombra del Moschettiere e il cane da riporto con i bambini.
Tosca ha un po' paura di Turbo e non si capisce perché. 

Francesco è felice. 
È felice, gli ridono gli occhi. 
Dai, cosa c'è di più bello di un bambino a cui ridono gli occhi?

In questi giorni sto raccogliendo le foglie cadute per metterle nei sacchi e farne concime. 
È un lavoro rilassante, a parte quando le galline si mettono in mezzo e bisogna cacciarle correndo. 
Con Francesco e i suoi amici aspetto che il sacco sia pieno di foglie per sedermici sopra e vedere se scoppia. 
In effetti, la maggior parte delle volte succede e si deve rifare il lavoro.
A noi, però, non interessa, almeno ci siamo fatti una risata.

P.s. Che poi noi siamo bravi a farci delle risate (e ad inventare cose, queste cose)



venerdì 29 marzo 2013

Ultime dalla giungla

Direi che "giungla" è il termine più datto per definire la nostra casa in  questo momento. Un po' perché piove da giorni tipo Vietnam e sembra di stare nella stagione delle piogge (anche se un detto locale dice "Il Monferrato, o troppo asciutto o troppo bagnato" e quindi credo sia normale), un po' perché, come ogni tanto succede, i nostri animali ci stanno tenendo impegnati facendo accadere cose che succedono solo nella giungla. Ma andiamo con ordine:
  • Qualche settimana fa sono nate due agnelline gemelle e le abbiamo chiamate Rosa e Dalia (o meglio, IO le ho chiamate Rosa e Dalia);
  • Tosca si è rivelata molto gelosa. Direi anzi estremamente gelosa, come una bambina;
  • Qualche giorno fa un altro agnellino è spuntato dalla casetta (mentre il suo gemello è stato trovato morto) ma da subito abbiamo notato che era molto debole;
  • Due mattine fa abbiamo trovato Tosca che si mangiava pacificamente l' agnellino. Non sappiamo ancora se è morto prima e lei ha pensato di finirlo o se l' ha ucciso lei. Possiamo dire a discapito di Tosca che non ci sono segni di lotta con le altre pecore (che avrebbero sicuramente difeso il piccolo nel caso della seconda ipotesi).
  • La testa dell' agnellino non si trova, mentre la sottoscritta ha trovato una zampina sul terrazzo.
A Francesco, ormai, scivola tutto di dosso, come a me del resto. Peccato non mi capiti con le persone. 
Pasqua è ormai alle porte ma questo tempo autunnale non ci aiuta a goderla fino in fondo. Io e Francesco, però, non rinunciamo a decorare la casa e, non ancora stanchi di avere molti animali, ne abbiamo creato persino uno da lasciare in casa :)
Nel frattempo, i miei progetti aumentano, come crescono i contatti, i giri di persone, le cose a cui pensare, i giardini da inventare, le donne da vestire perché si sentano più belle ;)
Auguri, di cuore.

lunedì 22 ottobre 2012

Autunno

Francesco è ormai diventato uno spadaccino. 
Gli animali vivono a stretto contatto con lui (e con noi tutti), ma a volte, sovrastato dalla mole di Twenty Millions, prende e scappa. 
E' sempre più biondo. 
Intorno, nel frattempo, sta diventando tutto rosso e giallo.







venerdì 3 febbraio 2012

Neve.

Wow. Che luce. E quanto ci siamo divertiti questa mattina, io e Francesco (e Tosca, Nella, Gigia e Andy).
La neve nel nostro giardino:






giovedì 24 marzo 2011

Cose che potevano capitare solo a casa nostra. Mentre sbocciava la primavera...

...il Moschettiere andava in Turchia
...Tosca partoriva un altro cucciolo - forse prematuro - e non se lo filava di striscio
...Nella si faceva venire una gravidanza isterica e voleva fare la mamma dei cuccioli di Tosca
...questi cuccioli sparivano nel vuoto, forse mangiati da Tosca, forse da Nella; ci sono varie versioni e/o teorie, anche se tutto e' accaduto davanti ai nostri occhi
...Tosca e Nella litigavano ferocemente sempre davanti ai nostri occhi
...Nella veniva ferita
...i miei amici mi aiutavano a separare le due sorelle, trasportarne una dal veterinario, accudire il mio piccolo Francesco
...Nella veniva operata (mentre il Moschettiere era a festeggiare il compleanno di un amico a Istanbul e, tra musica e raki, non sentiva le mie chiamate).

Insomma, Tosca ha tentato di strappare a Nella le parti intime, la vulva, la patata, chiamatela come volete (Ormai io ci terrei ad essere riconosciuta dal veterinario come "quella della vulva spappolata":
"Cioe', si', insomma, ha capito dottore...non io, la mia cagnolona...l'ha operata ieri sera") #figuredimerda

Comunque.
Comunque io, in queste sere, somministravo a Nella antibiotico, antinfiammatorio, antidolorifico e poi indossavo un fantastico guantino in lattice e spargevo la crema cicatrizzante sulla vulva della Nella.
Poi mi sedevo sul gradino della porta della lavanderia - mentre Francesco giocava in veranda - e mi fumavo una sigaretta.
Pensavo a com' ero prima. 

Perche' parlo al passato?
Perche' ieri sera il Moschettiere e' tornato. E da oggi sara' lui a spargere la crema (con tutto il bene che voglio a Nella).

lunedì 21 marzo 2011

il primo giorno

Lo sapete, ormai. I fiori da noi fanno parte della famiglia.
Per questo oggi, che è il primo giorno di primavera, non potevamo che dedicarlo a loro.
E ai nostri animali, che questa mattina erano uno in più. Ma che da questa sera sono ritornati ad essere uno in meno.
Francesco l' ha presa bene. Gli è stato spiegato che madre natura fa il suo corso.
Sa che non bisogna interferire in questo ciclo naturale che dura dalla notte dei tempi. Piange se quell' uno in più torna ad essere zero, gioisce se una gemma diventa fiore.
E cerca di non calpestare le margherite nel prato. 


Noi siamo riservati: ci sediamo a guardare da lontano.


(presto lancerò una nuova tappa della competition, ovviamente, palesemente, piacevolmente dedicata ai miei amati fiori.)

lunedì 3 gennaio 2011

Francesco modello per un giorno

...mentre studio le prossime puntate delle Stylish classes - ebbene sì, ancora in vacanza... - parlo di look per bambini. Con un super-modello d' eccezione. Guardate un po' chi è...(come se non avessi svelato tutto nel titolo del post, eh?)
E - se arrivate in fondo al mio luuuungo monologo - conoscerete anche altri simpatici componenti della nostra strana famiglia.

mercoledì 29 dicembre 2010

Questa è la storia di un bambino con la tosse, di un pettirosso stordito e di un cane che vive in un vaso

C' era una volta un bambino che aveva tanta tosse e non poteva uscire. Insieme alla mamma leggeva libri e cercava animaletti nascosti tra i disegni .
Ad un certo punto, si senti' un tonfo sui vetri della veranda.
Era un piccolo pettirosso stordito.
Il bambino e la sua mamma lo portarono in casa e lo scaldarono per qualche ora. Divenne loro amico. Le sue zampette non reggevano molto, per questo preferiva coccolare al calore delle mani.
Quando il piccolo uccellino si sentì meglio, fu portato fuori e volò lontano.
Di guardia, nel suo vaso, c' era Andy, un cagnolino tanto brutto che era stato sfrattato da una ricca casa del Principato di Monaco e, per SUA enorme sfiga* (anzi, diciamo per SUA enorme fortuna), si era ritrovato a vivere tra i nostri boschi.
Non voleva dormire nel fienile come gli altri cani di casa. Per questo, vegliava sulla veranda dall' interno di un vaso attaccato al vetro.
La mamma del bambino sperava che, arrivata la primavera, il brutto Andy capisse che in quel vaso avrebbero dovuto vivere dei fiori, non un cane.
...

 
Il giorno seguente allo stordimento del pettirosso, la tosse del bambino si fece più lieve e lui e la sua mamma, scortati da un prode Moschettiere, andarono all' avventura.
E di questa avventura si narrerà presto.
 

p.s. non so se si è intuito, ma le Stylish classes sono andate in vacanza. IO sono andata in vacanza. A gennaio ricomincerà la campagna vendite e sarò nuovamente sommersa da vestiti, tessuti e clienti. Per questo, sto cercando di "disintossicarmi", rifugiandomi tra i miei boschi, le mie colline, i miei colori e i miei amori.
Ma torno presto, eh?

* concedete la licenza poetica.

domenica 12 dicembre 2010

L' autunno (quasi inverno), secondo noi

Ieri abbiamo partecipato ad un pranzo di festeggiamenti in onore della vendemmia di Settembre. Praticamente, tutto quello che era stato imbottigliato ora e' stato bevuto (!).

In questo periodo la legnaia cambia faccia.
Twenty Millions e Peonia son sempre piu innamorati (ma c' e' sempre Ortensia tra loro).
I vasi, i prati, le viti, gli alberi si svuotano e cercano riposo, in attesa di essere ricaricati in primavera.
Le ciotole - felici - si riempiono di frutti.
I bicchieri si appoggiano sulle tovaglie a fiori e ospitano le margherite.
E noi? Noi crediamo che tutto questo sia uno spettacolo meraviglioso.











domenica 1 agosto 2010

Nidi, case.

Francesco e' tornato al suo nido.
Dove io lo attendevo scalpitando, con i biscotti pronti e dei nuovi libri, dei nuovi semi.
E dove ha ritrovato i suoi cuccioli tanto cresciuti. Anche 5, il piu' piccolo e indifeso, che pensavamo non ce l' avrebbe fatta.

Siamo subito andati nel bosco, vicino vicino a casa, a raccogliere le more, qualche prugna.
C' era un nido per terra, caduto da un albero - una casa - che e' stato abbattuto da non si sa chi.
Ma ora gli abbiamo trovato un posto. E con calma attendiamo che venga ripopolato.
Lo spieremo dalla finestra, quando fara' freddo.
.




foto:
in alto a sinistra: Nella allatta 1, 2, 3, 4 e 5. E Francesco le da' una mano.
in alto a destra: Francesco con 5, il suo preferito.
piu' sotto: Francesco con il nido trovato e su una sedia, nel tentativo di metterlo su un ramo.
ultima foto: il nido ha trovato il suo posto sull' acero.