giovedì 23 maggio 2013

Nonostante tutta questa premessa

Gli oroscopi non mi piacciono, mi mettono ansia. Se sono in macchina e alla radio ne mandano uno, io cambio frequenza. E i primi giorni dell'anno - uuuh - è uno strazio perché tutti ti vogliono dire cosa farai, come starai.
Ci sono volte, però, che nonostante tutta questa premessa, mi viene voglia di sapere cosa dicono le stelle sul mio futuro (si chiama masochismo). E la scorsa settimana è stata una di quelle volte.
Come tutte le volte precedenti, sono stata ben attenta ad andare a cercare il contesto giusto, quello che l'oroscopo mi diceva chiaramente di lasciar perdere. E sono stata fortunata, ne ho trovato più di uno.
Poi, ecco, come sempre mi sono pentita di aver letto l'oroscopo.
Anche tornando da Torino, domenica, in macchina, mentre piangevo sotto gli occhiali da sole, ho dato a lui la colpa. Come si può dare la colpa ad un oroscopo?
Non lo so, so solo che poi, quando realizzo che mi sono sfogata e magari ho pianto perché, così, ho tenuto tutto dentro e non ho vomitato tutto come serve a me, allora l'oroscopo sparisce.
E ritorno io, piano piano, con gli occhi rossi e le scarpe alte che affondano nella terra. Si chiama resilienza, questa spinta che ti fa rialzare.
C'è una mia amica che, puntuale come un oroscopo, mi aveva nominato questa parola all'inizio dell'anno. Ora credo se la sia dimenticata ma, lo so, presto riuscirà a ripeterla millemila volte davanti allo specchio e poi se la ristamperà sul cuore.

6 commenti:

Chiara ha detto...

La resilienza è la cosa più stupefacente che ho imparato nel mio lavoro. Unita a un'altra, che in realtà è strettamente connessa: la speranza. Oggi, per esempio, ho incontrato una persona straordinaria, che vive in mezzo a difficoltà spaventose e sorride. Ha detto: "Razionalmente non c'è nessuna prospettiva di progresso. Ma noi non possiamo perdere la speranza". E si vede, da ogni gesto che fa, da ogni piccola attenzione che ha. Penso che sia normale che ciascuno di noi abbia bisogno, ogni tanto, di chiudere la saracinesca e soffrire da solo. Ma per rialzarsi bisogna riuscire a avere attenzione per gli altri. (Scusa, questo ero uno sfogo mio. Comunque volevo dire che ti abbraccio).

Giovanna ha detto...

E allora vi invito a leggere questo mio articolo, proprio dedicato alla Resilienza, quella dei bambini e delle bambine, però!!! Un sorriso dolce...

http://web.mondodiluna.it/spip.php?article387

Pellegrina ha detto...

Hmm, non credo di aver capito molto. Un oroscopo che dice di lasciar perdere gli oroscopi? Poi i contesti da evitare non è che non li conosciamo già... ma tu sei molto generosa di te stessa, come sempre.
Comunque sia, data la situazione diciamo umida, posso porgerti un fazzolettino di seta bianca ricamato con dei gelsomini? Con pistillo giallo, delicatissimo?
Magari aiuta. :-)

Erika ha detto...

Ciao Paola, in questo momento in cui sei triste magari ti faccio sorridere dicendoti che solo IERI ho letto tutto il tuo blog e OGGI mi sono finalmente comprata i pantaloni VERDI che volevo da un anno. Un abbraccio

PaolaFrancy ha detto...

Ogni tanto penso al fatto che alcune persone che mi sono molto vicine non credono. La fede non è qualcosa che si può inculcare, credo. Penso, però, che sia fatta anche di speranza. E penso anche che senza la speranza non ci sia resilienza. Il problema è che c'è chi, come me, ne ha forse troppa, di speranza, e sogna, ci crede, ci mette energie. A volte penso non ne valga la pena, ma tanto io sono fatta così e continuerò a sperare. Credo.

Mamma Cattiva ha detto...

Volevo commentare ma ultimamente trovo poco nelle mie parole e quindi delego una nostra amica filosofa: http://libri.tempoxme.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3195:bisogna-imparare-a-sperare&catid=193:pensieri-in-liberta&Itemid=30