lunedì 3 settembre 2012

Stylish Alps

Ho guardato "Sciarada" almeno 5 volte. E ho sempre adorato la scena in cui Audrey Hepburn risponde elegantemente alle domande di Cary Grant sotto il sole delle Alpi francesi.
Da ragazzina sognavo di incontrare il "mio Cary Grant" guardandolo attraverso grandi occhiali da sole color tartaruga, con la grazia infinita di Audrey Hepburn.
Purtroppo, non avevo incluso nei miei piani quella che, fino alla mia ribellione avvenuta alla soglia dei 18 anni, è stata per me una perfida dittatrice di stile: mia madre.
La prima volta che ho trascorso la classica settimana bianca ai piedi delle Dolomiti avevo 14 anni. Nella spesa per la vacanza, mia madre ha incluso: una tuta da sci intera color verde smeraldo (che mi faceva orrore non tanto per il colore - il mio preferito - ma per la tuta in sé, così sgraziata), un paio di orribili occhiali da sole fucsia con lenti cangianti abbinati ai guanti (tutta roba tecnica, da sciatore "professionista", orribile) e una serie di calzamaglie, calzettoni, lupetti di lana. Mettiamoci pure i lividi delle cadute, le guance rosse per il freddo, le labbra screpolate, i capelli pieni di cristalli di neve ed ecco che da Audrey Hepburn a Bridget Jones il passo è breve.
E se è vero che a 14 anni non si è alla ricerca del proprio Cary Grant, è anche vero che rappresentano un delicatissimo momento in cui ci si gioca l' autostima per la vita.
 
Non so se tutto questo sia stata la causa del mio disamore per la montagna in inverno e non voglio nemmeno saperlo. Mi basta aver giurato, qualche anno fa, che in montagna sarei andata solo in estate.
E così ho fatto anche se - ahimé - questo non risolve il problema abbigliamento.
 
I tacchi, in montagna, NO. E lo sapete che io ci tengo. E abolisco anche le ballerine, soprattutto quelle con la punta rotondissima che fanno tanto finto trekking e invece sono solo molto brutte.
Rassegnatevi: in montagna ci vuole lo scarponcino (o, se non fate escursioni, scarpe da tennis o mocassini).
Sarà che io ho sempre in mente una foto di mia madre in cui lei era seduta sulla seggiovia con maglia verde bosco con calzettoni abbinati (il verde va forte in famiglia), pantalone beige in velluto e scarponcini con tanto di carrarmato (faceva vestire male me, non lei), ma per me in montagna bisogna vestirsi così.
Purtroppo, invece, le località montane in estate brulicano di giovani (e non) donne vestite con ampi pantaloni in tessuto tecnico (che farebbero sembrare grassa una gazzella), abbinati a polo in piquet (due tessuti davvero IN-ABBINABILI), ballerine gommose (l' ho già detto che le aborro? Ecco) e calzettoni a righe o altri improponibili grafismi.
 
A volte (spesso) mi chiedo dove sia finita la femminilità che emavano le donne di una volta. La freschezza di una ragazza, la sensualità di una donna, la sicurezza di una signora meno giovane.
Non si tratta di tacchi. E nemmeno di soldi.
Pensateci: non vedete tredicenni, trentenni e sessantenni vestite allo stesso modo? Il luogo non conta. Succede in città, in montagna, al mare.
Ragazze che tentano di sembrare più vecchie e signore che tentano di sembrare più giovani. Anche prima, sicuramente, succedeva: qualsiasi ragazza vorrebbe crescere in fretta e qualsiasi singora di una certa età vorrebbe fermare il tempo. Il problema è che ora la moda mette a disposizione terribili e dannosi strumenti che fanno compiere errori imperdonabili.
Eppure in montagna sarebbe così semplice: un paio di jeans (cortissimi o strettissimi fino ad una certa età, più ampi invecchiando) o un paio di 5 tasche in fustagno o in velluto a coste; una t-shirt basica bianca (a qualsiasi età) e un paio di sani scarponcini per camminare (o sneakers/mocassini in caso non si vada a fare escursioni).
Anche se di Audrey Hepburn ce n' è stata una sola e unica sarà per sempre, la montagna può ancora essere stilosa.
 
p.s. Questo è l' itinerario che abbiamo seguito (in verde). Non è chiarissimo, lo so, ma basta seguire le Alpi! :) I passi più belli in assoluto e che consigliamo sono:
 
 
Da est a ovest, partendo dalle Alpi Giulie:
Passo Predil (Italia/Slovenia): per scoprire una bella natura anche al di là del confine e per vedere il Mangart da "vicino";
Passo Falzarego (e tutti quelli delle Dolomiti): perché le Dolomiti non hanno bisogno di presentazioni;
Passo Stalle (Italia-Alto Adige/Austria in Valle di Anterselva): per scoprire un posto unico, con il più bel lago di montagna che io abbia mai visto;
Passo del Vivione (Italia, Valle Camonica): per entrare in un bosco da favola;
Passi Furka, Grimsel e Nufenen (Svizzera, dopo il San Gottardo): per arrivare quasi a toccare i ghiacciai;
Passo Acherli (Svizzera, poco prima di Lucerna): per vivere un mondo di dolci montagne verdi, dove le mucche hanno voglia di coccolare (e ci provano con il Moschettiere :D)

14 commenti:

franci e vale ha detto...

Come hai ragione!! con la foto della tua mamma mi sono venute in mente anche quelle della mia....che stile avevano allora ragazzi! erano eleganti di natura......Oggi abbiamo molta più roba a disposizione e facciamo molta più confusione.
I tuoi consigli come sempre sono azzeccatissimi, un bacione!

Elisa Stocco ha detto...

Anch'io ho visto Sciarada un sacco di volte e tutte le volte mi è piaciuto.
Essere carine durante le escursioni è difficile, ma per te niente è impossibile.
Baci

Pellegrina ha detto...

Che bel giro. Mi sei passata a un passo!
Non mi sono mai vestita come tu drscrivi in montagna, non è assolutamente il mio genere, ma nemmeno come tu vorresti... mi affido al confort più assoluto (per me) per quanto riguarda le temperature e le fogge. E poi ai saldi dei saldi della Patagonia e della Scarpa (due marchi che cito volentieri perché ti cambiano veramente la vita lassù). Così ho una hard shell giallo limone, brassière grigia, shorts rossi, pantaloni neri, dei capilene in nero (coi pantaloni fa molto figo ;-) ), azzurro, terra di Siena, lilla, blu (diverse pesantezze), un pile in grigio con ricamo giallo, e degli scarponi viola e verdi o quelli da ghiacciaio marroni. Sandali da montagna neri e grigi... Zaino bianco e celeste. Mi fermo prima di farti svenire per l'orrore ;-). Ma diciamo che è una di quelle situazioni in cui prima di tutto secondo me viene la funzionalità (e anche il portafogli, son cose costose assai).

Ladybug ha detto...

Ti appoggio totalmente!
Per quanto riguarda l'abbigliamento "unificato": io spesso incrocio ragazzine che hanno almeno 20 anni meno di me e mi accorgo che potremmo scambiarci il guardaroba...ma non capisco se sono io che sono sbagliata o loro, visto che spesso mi rendo conto che al braccio hanno borse che io mi compro adesso dopo anni di duro lavoro e che alla loro età non mi sarei mai potuta permettere ( e mai mi avrebbero comprato).

Per quanto riguarda la montagna: la odio abbastanza anche io, d'inverno per il troppo freddo, d'estate perchè fa comunque freddo per i miei standard, visto che sono a mio agio solo sotto il sole di mezzogiorno il 15 di luglio! :)
Baci!

easymum ha detto...

Io adoro la montagna!! Mi ritrovo in pieno con i tuoi consigli di stile, per me i tacchi, fondamentali in città, sono vietati in quota e poi gli scarponcini soprattutto se di colori neutri con bermuda e pantaloncini li trovo davvero molto simpatici.

Luisa ha detto...

Eccezionale come sempre eccezionale.
Ora però che mi sento tirata in causa (ma per poco perché ho già iniziato il mio piano di attacco...) vorrei che tenessi presente non solo le età ma anche le conformazioni fisiche, che facessi un po' di differenze su cosa sta bene a una magrissima rispetto a una che ha dieci chili di troppo. Secondo me la ragazzina sovrappeso con i jeans stretti non è carina e magari la sessantenne ancora in forma può anche permettersi il jeans e il velluto stretto. Perché non fai un post sulla valorizzazione del fisico? Poche tette, tante tette, alte, basse (non le tette), gambe lunghe, gambe storte etc?

PS Ma cosa risponde AH a CG sotto il sole delle Alpi francesi? ;-))

PaolaFrancy ha detto...

@pellegrina: vai benissimo! :)
@luisa: prometto che proverò a scrivere qualcosa in base alla conformazione fisica.
in realtà, il problema è che una bella signora sessantenne, pur con un fisico decente, non dovrebbe portare pantaloni troppo stretti o capi troppo giovanili.
e sì, ovviamente, la ragazzina che potrebbe portarli in quanto giovane, è meglio che eviti se non ha il fisico adatto.
come sempre, il look perfetto considera una serie di varianti, non solo l' età. io ne ho parlato in modo particolare perché in montagna sembra che tutti si dimentichino di questo fattore, come se potessero portare qualsiasi cosa con la scusa dell' abbigliamento sportivo... :)

p.s. Cary grant, in sciarada, chiede a Regina/Reggie Lampert (Audrey Hepburn) se esiste un Signor Lampert.
Quando lei gli dice che sì, esiste, ma ha intenzione di divorziare da lui (lo aveva appena detto confidandosi con una sua amica), Cary Grant risponde: "La prego, se è per me non lo faccia" (...)
DI-VI-NI! :)))

Pellegrina ha detto...

@Paola: a proposito di spunti, mi sa che devo (ri)vedere Sciarada...
Comunque, grazie per la magnanimità sul mio arcobaleno montano. Se non altro è un abbigliamento tecnico.
Sul discorso interessante sollevato da Luisa direi che non è solo questione di fisico e età, ma anche di personalità (a parte gli errori e gli artifici più ovvi). Mi sembra che il difficile sia nel conciliare le astuzie su cosa evitare e cosa scegliere con l'esaltare la singola personalità di chi le deve indossare. Oggi c'è un po' la tendenza a incasellare in due o tre tipi: il formale, il bon ton, lo sportivo o "l'occasione". Ma davvero ci rappresentano? Ci sarebbe da pensare...

PaolaFrancy ha detto...

@pellegrina: certo, è un discorso complicato e le varianti in gioco sono tante.
la personalità è la prima cosa da tenere in considerazione. ma ci sono modi, colori che aiutano a metterla in evidenza, ad esprimersi puntando l' attenzione proprio su di noi e non sui capi che portiamo. questa è la cosa difficile. ma è per questo che esistono i colori ed esistono le forme, le fantasie, le geometrie dei vestiti.
la moda è un turbine a cui è difficile sottrarsi per molti motivi: vestirsi come va di moda fa sentire meno diversi. rende le cose più semplici.
ma noi siamo unici e dobbiamo pensare che dentro ai nostri vestiti ci siamo noi e dobbiamo sentirci bene portandoli.
come? combinando nel modo giusto i colori che ci piacciono e indossando un capo che evidenzi i nostri "punti-forza".
si può essere sportive in montagna facendo emergere la propria personalità (e senza omologarsi, solo perché un determinato capo va di moda e lo portano 99 persone su 100).

insomma...è un discorso davvero complicato! :)
paola

Elena ha detto...

cara Paola,
sono appena rientrata dalla mia amata montagna dove quest'estate ho fatto il bagno nei laghetti a 1800 m con 27 gradi di temperatura!
per me la montagna è "forza", forza nei colori, verde e l'azzurro, il vento freddo in faccia, ti senti viva!!
ora tornando al piano mi manca quell'energia...
per quanto riguarda l'abbigliamento concordo che se ne vedono di tutti i colori!
qui da noi in Svizzera prevale l'abbigliamento tecnico, si guarda praticamente solo il lato pratico ed il lato estetico per niente!
gli italiani li riconosco subito perchè gli uomini hanno TUTTI il colletto della polo alzato con relativa marca in bellavista dietro. Secondo me per la montagna il mio motto è: SEMPLICITA'!
Anch'io prediligo maglietta bianca e pantaloni 5 tasche con scarponcini possibilmente marroni vecchio stile, aggiungo anche fazzolettino al collo rosso con stelle alpine (che mi serve all'occorrenza come copricapo), zaino semplice blu, poi ho trovato da Esprit delle KWAY superleggerissime tinte unite da tenere nello zaino, orecchini ed anelli in montagna mi danno fastidio, metto solo l'orologio.
Baci Elena

gioia ha detto...

Scoperto questo blog saltellando da un post all'altro. E mi piace! :)
Ma per sbaglio...siamo residenti entrambe nel ventoso est?

Valewanda ha detto...

Pero' una foto tua in tenuta montanara la potevi mettere :-). Questo post piacerebbe anche a mio marito, che andrebbe sempre e solo in montagna (con una moglie che andrebbe sempre e solo al mare, o quasi...)

Chiara ha detto...

Un dubbio: a me toccherebbe la sensualità o, ormai, la sicurezza? Dovrò comunque lavorare molto sia per l'una che per l'altra...

PaolaFrancy ha detto...

@gioia: ciao e benvenuta! mi dispiace, siamo agli opporti: abito nell' estremo ovest! :)
@vale: anche io, prima, non ero felice all' idea di andare in montagna per le vacanze. invece ora sono diventata talmente insofferente al caldo che l' idea mi piace sempre di più...(un bacio)
@chiara: a te tocca proprio essere una donna interessante (e quindi anche sensuale) ;)