giovedì 24 giugno 2010

scelte ( e se questo non è outing ... )

Premessa: scrivo un post in risposta ai commenti di quello precedente ( che, avete ragione, mi è costato tanto ) non perchè abbia la presunzione di dover insegnare qualcosa, ma proprio perchè ritengo doveroso, ora che a distanza di due anni esatti dalla mia separazione ( 24 giugno 2008 ) ho fatto un vero e proprio outing, parlare a tutte quelle madri che hanno qualcosa che sta rosicchiando il loro cuore e che forse sono perse nella nebbia dei dubbi e delle paure, come sono stata io per mesi.
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In un vecchio post ormai datato 01 giugno 2008 scrivevo questo:
Il Dalai Lama ha detto: "Le decisioni sono un modo per definire se stessi. Sono il modo per dare vita e significato ai sogni. Sono il modo per farci diventare ciò che vogliamo".
Ecco il punto. Credo sia più che ovvio che chiunque nella vita desideri azzeccare al primo colpo la scelta dell' uomo/della donna della propria vita. Questo è umano e lo ritengo quindi indiscutibile. Nel senso che ci sono persone che non intendono "fermarsi", assestarsi e decidono liberamente di non impegnarsi in una relazione duratura. Ma chi sceglie di farlo, credo proprio desìderi che sia per tutta la vita.
Così desideravo io, mentre mi sposavo su una spiaggia delle Seychelles con un abito vintage di mia madre. E altrettando mentre rinnovavo la promessa il giorno del battesimo di mio figlio di cinque mesi. Non scherzavo. Non era un gioco.
Ad un anno dal "secondo matrimonio" il vortice. Il vortice del non sapere cosa stesse succedendo. Quella era la vita che io avevo tanto desiderato e per cui avevo lottato. Il vortice è durato mesi. In cui non avevo il coraggio di parlare con nessuno. Cazzo, dovevo capire IO. E quando provavo ad accennare la cosa a Lui dicendo: "Sai, sono notti che non dormo", non avevo alcun riscontro. Non aveva capito. E non lo biasimo per questo.
Una volta compreso cosa mi stesse succedendo, ne ho parlato apertamente. Ho parlato di come le cose cambiano, di come ci si aspetta che una persona cresca - e cresca in un certo modo - ma non lo fa. Di come l' arrivo di un figlio spezza degli equilibri e apre mille porte che vorresti tenere chiuse, per vivere la tua vita, non quella di una famiglia.
Ma ho sbagliato. Non mi sono fatta capire, ascoltare. Un' altra volta. E forse non volevo nemmeno essere capita. O meglio, lo volevo solo per mio figlio. Per lui desideravo piangendo contro la colonna del salotto che le cose fossero diverse. Desideravo svegliarmi e vivere la vita che avevo immaginato. Solo noi, senza nessun altro. Solo noi, come eravamo quando andavamo in Amazzonia con lo zaino in spalla. Solo con più testa.
Ecco, la testa.
E invece, più i giorni, le settimane, i mesi passavano, più la cosa degenerava e gli errori aumentavano.
E poi tutto è andato di corsa. A volte mi sembrava di essere su un treno che FORSE mi avrebbe portato alla felicità a cui tanto ingenuamente ambivo, a volte ero felice di correre, per non dover riconoscere che quel grosso punto interrogativo giallo fosforescente era ancora sulla mia testa.
Come quando rimani incinta e il ginecologo ti dice: "Signora, ogni gravidanza è a sé", altrettanto mi disse l' avvocato: "Signora, ogni caso è un caso a sé".
"Ah. "
" Ma questo non è un caso, è la mia vita. E' la vita di mio figlio. E non solo la nostra."
E così il mio grosso punto interrogativo raddoppiò. E divenne grande, grande. Enorme. Mi voleva mangiare. Il "non sapere cosa sarebbe stato di me" mi voleva mangiare.
Ma andai avanti. Avanti, avanti. E per un po' mi mangiò. Mi assaggiò. Poi smise.
E ogni tanto mi assaggia ancora, perchè nella mia vita ci sono ancora tanti punti interrogativi. Come nella vita di tutti, credo.
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Certo, avremmo potuto scegliere diversamente ( perchè anche Lui ha scelto ). Ed andare avanti rimettendo la questione nell' angolino delle cose latenti, che si sa che ci sono e che se ne stanno lì zitte zitte. Avremmo potuto far finta di niente per giorni, mesi, magari anni.
Invece non l' abbiamo fatto. Lui non so ancora perchè. Io non l' ho fatto perchè sapevo che in gioco c' era TUTTA la mia vita. Non un mese, un anno. C ' era la mia vita, insieme a quella di mio figlio. Non dovevo farmi passare una crisi. No. Era la mia vita in gioco. Perchè quella non era la vita che volevo. E che avevo desiderato.
Ci sono persone che riescono a tenere il piede in due scarpe. Ce ne sono altre che riescono ad accettare di vivere una vita diversa da quella che avevano immaginato. Ad andare avanti giorno dopo giorno sperando che le cose possano cambiare, senza far nulla perchè questo avvenga. Si affidano al caso, a Dio, non lo so. Sono forti. Perchè per non lottare per se stessi ci vuole forza.
Io mi sono affidata a me stessa. Una volta tirata la riga finale, mi è sembrata la cosa più sensata da fare. O forse la più codarda. No, codarda no.
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Due anni fa esatti io e Lui eravamo in tribunale a separarci. Quando siamo usciti, siamo andati insieme a bere qualcosa e a comprare dei vestiti per Francesco. Tutto sembrava tranquillo.
Invece era solo un limbo. Era il sabato del villaggio.
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Oggi siamo d' accordo su una cosa: che Francesco è un bambino sereno ( e questo è stato appurato anche da specialisti ). Certo, non possiamo escludere che abbia dei problemi in futuro dovuti alla separazione. Anzi, quasi sicuramente li avrà. Ma ci stiamo preparando, stiamo "studiando" per fare in modo che questo non avvenga. O per poter affrontare nel modo migliore questa cosa, se dovesse succedere.
Io combatto ogni giorno. Per avere la forza di salutare mio figlio due o tre venerdì sera al mese. Per non pensare che non sta dormendo nella stanza vicina alla mia. Per cercare di infondergli più forza rispetto agli altri bambini. Per farlo sentire amato.
Ho trovato l' uomo della mia vita. Ho dato significato ai miei sogni. Sto diventando la donna che volevo essere.
E questo, insieme all' aiuto di alcune persone, mi sta aiutando a chiudere questo cavolo di cerchio che contiene il mio IO.

27 commenti:

Mamma in 3D ha detto...

Che bello questo post, Paola!
E che bello per me incontrare questa bella donna, quella che volevi essere.

Credo che la capacità di condividere così tanto, di ascoltarsi ed entrare in contatto con rispetto con le nostre vite, ognuna una storia a sé -è vero-, venga proprio dall'aver percorso una strada a tratti faticosa e dal non dimenticarsi di quello che si è state.

Un abbraccio

pollywantsacracker ha detto...

un altro bellissimo post.
ti ammiro.
perchè io, da anni, lotto contro la vita, le sfighe, gli sbagli (soprattutto degli altri, scusa la presunzione), senza mai un briciolo d'amore per me stessa. tiro fuori la forza per sopportare tutto, sempre e comunque, senza mai pensare che invece mi merito anche di stare bene. e tu ora me lo stai dicendo a grandi lettere, che tu ora sei felice, che sei quello che volevi essere.
grazie.

PaolaFrancy ha detto...

@mamma in 3d: sicuramente la fatica fortifica. come si dice, quel che non uccide fortifica.
io non sono forte, ma sicuramente sono più forte di prima.
@polly: e io ammiro te!
perchè sola con tre figlie non deve essere affatto semplice ...
io ti sento così forte , sicura, ironica ... che non posso pensare che tu non abbia la forza di fare qualcosa per te stessa.
quella forza che siamo costrette a tirar fuori per sopportare dovrebbe SEMPRE essere usata per noi. la sopportazione, la pazienza vengono da sé una volta che si sta bene con se stessi.
e ... non sono proprio quello che vorrei essere ma, rispetto a due anni fa, sono molto più vicina a quella donna che ho desiderato essere da sempre.

Wonderland ha detto...

Queste riflessioni sono bellissime, intense e molto intelligenti. Non è da tutti avere il coraggio di tirare quella riga, ammettere il fallimento di un matrimonio è sempre un lutto, anche se non si è felici e non si ama più. Sono contenta che oggi tu stia riprendendo in mano te stessa e i tuoi sogni. Un abbraccio!

EricaML ha detto...

6 come vorrei essere io....e nn ci riesco

MammaNews ha detto...

Paola che donna speciale che sei e tuo figlio crescerà sereno anche perchè tu sei così. ti metti sempre in discussione ma persegui sempre lo scopo di diventare te stessa e di sentirti a tuo agio nei panni che vesti. non ti conosco personalmente ma dal tuo blog emerge chiaramente la persona speciale che sei. la citazione del Dali Lama te la rubo se permetti perchè mi colpisce in un momento particolare della mia vita e come hai scritto all'inizio del post queste tue parole possono servire, forse , ad aiutare qualcuna che sta passando ciò che hai passato tu anni fa. quindi grazie. Buona vita

minerva ha detto...

È servito tutto. È servito a farti diventae la persona stupenda che sei oggi, è servito a farti diventare la Donna con la d maiuscola che sei. Tu hai fatto di testa tua e ce l'hai fatta. Tu non hai seguito etichette, regole.
Baci
Minerva

PaolaFrancy ha detto...

non sono speciale!!!
è solo che ho passato delle cose che, credo, passi chiunque si separa con figli.

la frase del dalai lama - può sembrare una stupidata - mi ha fatto riflettere tantissimo.
mi sono chiesta tante volte chi volessi diventare e cosa avrei dovuto fare per definire me stessa.
non che ora sia una donna strasicura, anzi!
come dicevo, il mio IO è ancora molto sanguinante, e non solo per la separazione.
però ora ho una sicurezza in più: che quella non era la vita che volevo fare e che quella che sto vivendo ora ( a parte per il fatto che, purtroppo, non posso avere mio figlio sempre con me - e questa è una cosa stra-stra-stra-dolorosa ) è quella che volevo.
e questo per ora mi basta.

Snezana ha detto...

Hai scelto la tua strada,era tortuosa,buia e pericolosa,ma ci stai arrivando,con coraggio e determinazione,verso il Tuo sogno.

Chiara ha detto...

Troppo facile commentare un post così scrivendo "anch'io, anch'io". Si rischia di passare per superficiali. Io almeno, per un miracolo divino (ci ho provato per 4 anni) non ho avuto figli dal mio ex marito. Altrimenti non so proprio se ce l'avrei fatta. Non me ne sento minimamente fuori neanche ora, a quasi sei anni di distanza. A chi mi chiede, conoscendomi ora, "ma come mai?" finora non sono mai stata in grado di rispondere. Perché ci sono delle zone di ombra che ancora non sono in grado di raccontare a nessuno, neanche ai miei familiari più stretti. A me il fallimento, che non posso che considerare tale, mi ha lasciato addosso una grandissima insicurezza (o forse ha rafforzato quella che avevo). La paura di un altro fallimento è un mostro che se ne sta accucciato da qualche parte dentro di me, che ogni tanto mi dà una zampata, che cerco di tenere a bada e che spesso, troppo spesso, mi tocca guardare negli occhi. Perché ora c'è anche Meryem e la sofferenza non sarebbe solo affar mio.

PaolaFrancy ha detto...

@chiara: il mostro della paura del fallimento non mi ha mai abbandonata ... però, ti dico, è grazie a mio figlio che ho fatto tanti passi in avanti.
ed è sempre grazie a lui che ho guardato la realtà dritta dritta in faccia e sono andata avanti affrontandola giorno per giorno.
senza di lui, credo che ora vagherei per l' India a piedi nudi alla ricerca di non so cosa.
forse del modo per sconfiggere quel mostro.
invece stando qui, con mio figlio, cerco di farlo in modo più umano e meno mistico. TUTTI I GIORNI.
è troppo brutto aver paura di sbagliare così tanto ancora.

Mamma Cattiva ha detto...

Non lo so se ce la faccio a commentare. Però ho letto. Devo trovare il modo per dirti cosa ha scatenato questo post. ....

valewanda ha detto...

credo che tu abbia fatto, e stia facendo, un gran lavoro per capire, e questo è un dovere secondo me, che ti fa onore. Conosco persone, a me vicine, che si sono separate e hanno detto: "Bè, l'amore finisce, capita!", e io questo proprio non lo accetto. Non capita niente nella vita, o se capita c'è una spiegazione e va approfondita per diventare migliori e imparare dai propri sbagli. Solo così si cresce e si migliora, se no siamo solo dei fantocci di pezza che si fanno vivere, nulla piu'.

PaolaFrancy ha detto...

@mamma cattiva: dai, trovalo quel modo...
@valewanda: beh, a me sembra la cosa più' naturale del mondo. Eppure e' vero, ci sono persone che non riescono ad andare a fondo. O non vogliono?
Poi ti dico: io sono una grandissima rompiballe, soprattutto con me stessa. Quindi per me e' normale scavare, scavare, scavare.

Sonia Luna ha detto...

No codarda proprio no! Perche' secondo me ci vuole piu' coraggio a seguire il proprio cuore e ad essere oneste con se stesse che a rimanere in una situazione che fa soffrire, ma che e' famigliare, invece di affrontare un futuro ignoto. E tu l'hai fatto e hai sofferto si, ma sei cresciuta e stai crescendo ancora, ed io ti auguro ogni buona cosa, tanto amore e tanta felicita'.

Marlene ha detto...

....ho letto e sto pensando tanto. Ero andata a letto ma sono tornata per commentare. Ho 23 anni e non faccio la vita che avrei voluto...(ci vuole forza a non combattere per se stessi) forse non tutti ne sono capaci. Forse la forza sta nel starci bene lo stesso con noi stessi, anche se poi è come prendersi in giro, ma si spera sempre in giorni migliori.

wwm ha detto...

ti scopro dal posti di MammaCattiva e ne sono rimasta colpita.
Quello che scrivi è di un'intelligenza pura e di un amore incredibile. Non conosco la tua storia ma mi hai molto colpito.
Sono figlia di separati. E posso con certezza dirti che ci sono persone molto più disturbate e traumatizzate con genitori insieme.
Sta solo nella vostra intelligenza. E da quel poco che leggo, mi sembra che voi ve la stiate cavando benissimo.
Vostro figlio ha comunque una madre e un padre che lo amano. Questo è sacrosanto e mi sembri una persona in gamba.

è un piacere averti conosciuto!

PaolaFrancy ha detto...

@grazie, cugina cara ...
@marlene: ti auguro di stare molto bene con te stessa. davvero. e non pensare che significhi prendersi in giro, perchè se no non riuscirai mai a star bene davvero.
scegli. e se lo fai, stai da una parte al 100%, senza mai pensare che ciò che stai facendo sia uno scherzo o una presa in giro.
@wwm: ma grazie ... ! quel che hai scritto mi sembra troppo ma lo apprezzo moltissimo.
finito qui vengo da te a trovarti ( sul blog, intendo! )
comunque, di persone traumatizzate con genitori che stanno insieme è pieno il mondo ... certo, questo non deve dar spazio alla leggerezza. però concordo sul fatto che veramente a volte è meglio separarsi. e, ancor meglio, anche se può sembrare un controsenso, quando i figli sono piccoli.

ma ci sarebbe una marea di roba da scrivere .................aiuto!

Lanterna ha detto...

Io non ho alle spalle nulla di anche solo vagamente simile. Solo una storia che doveva finire in matrimonio e poi è andata a quel paese, proprio perché non era abbastanza profonda.
Però la possibilità della separazione è lì a guardarmi tutti i giorni, mi tiene "in riga", mi tiene attenta. Proprio perché non voglio un giorno ritrovarmi a vivere una vita non mia in famiglia, come invece sto facendo sul lavoro.

shestoomuch ha detto...

Ciao,
sono arrivata qui solo oggi e per caso, passando da un altro blog.
Non pensavo che avrei trovato quello che stavo cercando.
Sto passando il periodo più brutto della mia vita e non per scelta.
La persona con cui sono stata per più della metà della mia vita, l'anno scorso, mi ha detto di non amarmi più.
Viviamo ancora sotto lo stesso tetto, ma solo perchè lui non vuole rinunciare alla nostra bimba.
Io sono confusa, non riesco ad immaginare una vita senza di lui, ma nello stesso tempo sento che non potrei più amarlo, ma forse lo amo ancora.
Ho letto solo l'ultimo post e adesso leggero' il resto cercando anch'io come te, la mia strada, anzi la mia e quella della mia bimba.
Shessy

PaolaFrancy ha detto...

@shestoomuch: mi dispiace. mi dispiace perchè so che non è semplice. io ho vissuto così per mesi. e non avrei retto di più, anche se poi, quando sono rimasta sola, avrei tanto tanto tanto voluto che non fosse così.
ma mi sono fatta forza. perchè se si sceglie bisogna andare avanti dritti per la propria strada.
oppure tornare indietro, ma per sempre.
ma è anche vero che nulla può essere bianco o nero.

purtroppo devi prendere una ruspa e scavarti dentro. vai qui www.mammacattiva.blogspot.com e leggi ...

se hai bisogno anche solo di sfogarti, io sono qui. perchè so cosa stai passando.

paola

Pollon72 ha detto...

Quanta fatica... io non so se sarò mai in grado di buttar fuori tutto quello che penso, quello che provo, le cose che ho sbagliato e quelle per cui credo di essermi impegnata tanto. Mi fa piacere leggere questi tuoi post perchè mi fanno sentire più "normale", capita e non sola. E inoltre mi fa piacere perchè credo che tu stia facendo un buon lavoro, sono contenta per te e tuo figlio :-)

shestoomuch ha detto...

grazie. non conosco ancora la tua storia, ma un po' per volta cercherò di leggerti.
In questo momento ho bisogno di sapere che c'è un futuro. Che ci si può rialzare e guardare avanti.
Che è possibile una vita senza di lui.
Forse leggere di donne che ce l'hanno fatta, che hanno una nuova vita, mi sarà utile per passare questo momento veramente terribile.
Ti ringrazio tanto, poterne parlare è già tanto.

Mary ha detto...

Ciao!
Quanto scrivi mi colpisce molto perchè io ci sono passata. Devo dire che nella mia infelicità e giovinezza, si tratta ormai di 8 anni fa, mi ero infatuata di una persona e del suo mondo,sognavo e pensavo di poter fare tutto ciò che volevo senza sapere cosa volessi davvero...Ho trovato un lavoro e ho iniziato a viaggiare, ho scoperto di avere intorno tanti ammiratori che alla fine non mi davano respiro e non valevano davvero niente per la maggior parte. Con il tempo ho visto mio figlio sempre più infelice e sbandato, aveva solo 6 anni e poi 7..8... e gli mancavo. Il padre mi dava il tormento per tornare insieme e mi pedinava di sera se uscivo..insomma...è stato un periodo difficile. Mi ero innamorata di un lui che però decise di non innamorarsi di me perchè c'era questo bambino di mezzo e giustamente non voleva impicci.Mi sono sentita umiliata e calpestata nei sentimenti. Le cose mi son sfuggite di mano e anche la salute...stavo troppo male ed ero stanca. Ho deciso infine di tornare con mio marito e avere un altro figlio. Le cose si sono aggiustate, i miei bambini sono felici e sereni, a me manca il lavoro e il contatto con le persone ma è normale ora che il piccolo è ancora troppo piccolo. Sicuramente non ho incontrato l'uomo della mia vita e quell'amore rimasto in sospeso è sempre lì, sotterrato nel cuore e ogni tanto torna un secondo a respirare.In realtà il matrimonio cambia le persone e i problemi di tutti i giorni logorano anche il più profondo dei sentimenti, lo consumano, lo modificano, lo imbrutiscono.Forse per la vita matrimoniale occorre più rispetto e stima che amore, passione, 'fuego'. Ciò che conta di più per me ora è che i miei figli stiano bene e siano sereni, io sto molto meglio rispetto a quando ero separata.Ti capisco comunque e so quanto sia stato difficile e coraggioso prendere la decisione di separarsi, probabilmente c'era già qualcuno ad aspettarti..in genere questo infonde molto coraggio, bisogna ammetterlo, anche se confonde anche molto le idee. Son contenta che ora tu sia felice e stia bene, spero che ti vada sempre tutto alla grande! Un caro abbraccio!

nadia ha detto...

non conosco la tua storia, non mi permetto assolutamente di entrarci ne tanto meno giudicare .. però (e si c'è un però!) la tua prima storia, lo zaino in spalle in amazonia, il vostro amore, poi un fagiolino nella pancia, un matrimonio ... non valeva la pena tentare di aprirti, parlare con Lui, cercare una maniera per diventare la donna che sognavi nella vita che sognavi .. con Lui e il vostro bimbo ?

Ciao
Elena

chicca ha detto...

ti ho letta "tutta di un fiato" . e grazie per le riflessioni che le tue parole mi han portata oggi a fare . ciao! chicca

mammafortunata ha detto...

Ciao Paola.... sei grande....e speciale.... ogni volta che ti leggo mi scappa la lacrimuccia... quando scrivi di te mi emozioni ... io non ne sono capace... ma lo fai un pò tu per me.... mi ci ritrovo in quello che scrivi....

Prima o poi ci incontreremo... lo spero tanto...

Un abbraccio
Cinzia