sabato 11 settembre 2010

In tutto questo casino, almeno ho spazio per sognare.

Il venerdi' e' iniziato con mia mamma che alle 7 del mattino mi ha chiesto di comprarle un pigiama nuovo per la sua degenza in ospedale. Ok, una buona scusa per andare a fare shopping dopo il lavoro.

Entro da H&M ( sinceramente ... dove si comprano i pigiami??? Io ho tutto vintage, son fuori dal mondo ) e inizio a raccattare abitini in lame', maglie over-size a righe, shorts verde militare ( che alla fine ci stanno sempre ), t-shirts per Francesco, che sembra aver sviluppato un forte senso stilistico e ora vuole indossare SOLO magliette a maniche lunghe. Mi metto in coda alla cassa. Quando ho solo una persona davanti a me per pagare mi rendo conto di non aver assolto il mio compito. Mmmmh. Il pigiama. E in quel punto vendita H&M non vendono pigiami. Tiro su un paio di pantaloni morbidi in cotone color antracite e una maglia bianca con un sobrio scollo V.

Dopo aver portato Francesco da suo padre, fatto due ore in coda con il Moschettiere che odia il traffico milanese, recuperato la macchina alla stazione, raggiunto l' ospedale ... arrivo da mia mamma. Fiera, le mostro quello che avevo acquistato per lei. Ci e' mancato poco che non mi insultasse.

Ora. Capisco che per lei non esista nulla di meglio delle sue camicine da notte con pizzi, merletti e nastrini, abbinate alla vestaglia dello stesso colore e con gli stessi pizzi, merletti e nastrini.

Ma qualcuno deve capire anche me, visto che la mia giornata tipo e': sveglia ore 6,00 - sveglia bambino - lava bambino - vesti bambino - sfama bambino - prendi macchina - prendi treno - prendi filobus - lavoro - riprendi filobus - riprendi treno - riprendi macchina - risfama il bambino - rilava il bambino - rivesti bambino.

E, come se non bastasse, notte in bianco per il male alla gamba. Nelle tre ore in cui sono rimasta sveglia, e nell' attesa che il maledettissim oantidolorifico facesse effetto, ho creato la mia collezione su Polyvore , includendo tutto cio' che vorrrei indossare questo inverno.

Possiedo solo alcune delle cose che fanno parte della MIA pseudo-collezione. E cosi' e' ancora piu' divertente: altrimenti non avrei spazio nel mio immaginario per sognarle.

giovedì 9 settembre 2010

Paola e le stylish classes - I colori. Lezione numero 1, il NERO

Non so con che pretese io possa aver istituito questa rubrica ma, in fondo, mi è stato chiesto. Quindi dovrei dire:" non so con quali pretese abbia accettato di farlo".

Per essere ancora più pretenziosa, però, ho deciso di suddividere il "corso" in varie parti, di cui al momento conosco solo il nome della prima: "I colori" ( e, visto che i colori sono tanti, ho tempo per pensare come chiamare quelle che seguiranno ).

Ok, il NERO.

Il nero è il colore dell' eleganza, ma in un istante può diventare tutt'altro che elegante. L' ideale sarebbe indossarlo abbinandolo a se stesso: top nero ( sul tipo di top farò un capitolo a parte ), pantaloni/gonna neri. Day and night.

Ma, se proprio proprio non si vuole far così, allora ecco qualche semplice regola:

* se si vogliono indossare dei pantaloni o una gonna neri: MAI abbinarli al rosso ( e vi giuro che non è solo perchè sono interista e, soprattutto, antiberlusconiana ... insieme sono davvero volgari ), ma anche all' arancio, al giallo, all' azzurro acceso ( in realtà con il turchese non andrebbe male, ma è difficile - passo ai prossimi tutorial ). Insomma, no ai colori troppo vivaci: fanno veramente cheap. Ok ( se il total black look non vi piace proprio ) ai colori pastello, al grigio ( non scuro! ), al marrone ( no testa di moro! ), al blu ( sull' abbinamento nero-blu dedicherò un capitolo a parte - cavolo, ne ho di cose da dire, eh? ), al bianco ( idem come per il blu ).
*purtroppo il grigio con il nero intristisce, anche se con le tonalità chiare si rischia poco. Scarpe in cuoio o in suède marroni d' obbligo. E anche la borsa. Oppure scarpe O borsa maculate ( MAI ABBINARE SCARPE E BORSA DELLA STESSA FANTASIA , soprattutto se maculate, tigrate, zebrate ).
Ecco qualche esempio di accessori da abbinare ad un semplicissimo pantalone nero + maglia grigia:

black trousers-grey top combinations


black trousers-grey top combinations di paolamaria7

In caso di total black look ( day a sinistra - night anni '80 con tocco di bluette a destra ):
day and night black ( 2 )

day and night black ( 2 ) by paolamaria7 featuring a crepe skirt

Black & jeans ( day, jeans neri a sinistra - night a destra ):

day and night black

day and night black di paolamaria7 contenente black shoes

Non ho voluto pubblicare di proposito i marchi degli abiti e degli oggetti pubblicati ( sapete che sono anti-marca, Chanel, YSL e Hermes a parte - ma questi si riconoscono ). Se qualcuno fosse interessato, può sempre trovare i miei look e tutte le specifiche ( marchio, prezzo, ecc ) qui .

Al prossimo colore, quindi. Nel frattempo, ricordatevi due piccole cose:

1) Come diceva la mia prof di russo nel dettato: "meno scrivi, meno sbagli". Ecco, fate un parallelo con l' abbigliamento: non esagerate.

2) I tacchi alti rendono femmina chiunque. O quasi. Almeno provateci, dai.

p.s. Una mia amica ( posso definirti così? ), più pazza di me ( si può? ) mi ha suggerito di istituire una rubrica in cui creare dei look personalizzati per ciscuna di voi, su richiesta ( avete acquistato un vestito e non sapete come abbinarlo? )/su misura ( in caso di un evento speciale, per esempio ).
Cosa ne pensate? No, perchè odio i flop - quindi farò questa cosa solo se mi seguirete ( l' ho detto che sono pretenziosa ... ).

mercoledì 8 settembre 2010

evet, hayir

Quando siamo stati a Istanbul a fine agosto, io e il Moschettiere abbiamo trovato la città invasa da striscioni riportanti le scritte "evet" - sì - e "hayir" - no.
La prossima settimana, alla fine del Bairam ( la festa che segue il Ramadan ), ci sarà un referendum realmente importante per la storia della Turchia, ma anche quella di tutti i paesi del Medio Oriente - e quindi anche per noi.
Nel 1923 Mustafa Kemal Ataturk fondò la Repubblica Turca, laicizzando lo stato, proibendo l' uso del Fez, riconoscendo la parità dei sessi, adottando l' alfabeto latino. Insomma, improntò il tutto basandosi su un modello di stampo occidentalista.
Purtroppo non ho avuto la possibilità di informarmi molto bene su questo personaggio e quello che so, l' ho appreso da qualche veloce lettura, ma soprattutto, parlando con gli amici turchi. C' è chi dice che Ataturk sia stato lungimirante, avendo creato una costituzione molto moderna e che il suo modo di agire avesse come fine la sicurezza e la stabilità dello Stato. C' è chi lo vede come un dittatore, avendo lui creato un sistema autoritario, basato sul governo unico.
Il referendum dei prossimi giorni riguarda alcuni articoli dell' attuale costituzione turca, che è ancora la stessa creata a suo tempo da Ataturk. La laicità dello stato è messa in discussione.
Molti nostri amici voteranno Hayir - no - perchè vogliono che la Turchia rimanga uno stato laico. Ma la maggioranza del popolo turco, secondo le previsioni, voterà Evet - sì.
Ho parlato molto con una mia amica che voterà Evet e le ho chiesto cosa farebbe, per esempio, se la costituzione cambiasse e il suo futuro marito potesse avere più mogli. Mi ha risposto citandomi il Corano.
Mah. Da una parte mi viene in mente Sakineh ( per estremizzare, ma neanche più di tanto ). Dall' altra, credo sia difficile e non corretto parlare ed esprimere giudizi vivendo una realtà così diversa e non conoscendo a fondo la storia della Turchia e, soprattutto, una religione complessa come l' Islam.
E' però corretto parlare in quanto donne, questo sì.
Per ora attendo l' esito del referendum. Cosa succederà?

venerdì 3 settembre 2010

sogno un mondo senza soldi

Un giorno, quando avevo 8 anni, un' amica di mia mamma mi ha regalato 5,000 lire. L' ho costretta a venire in giro con me tutto il pomeriggio finchè non ho trovato qualcosa da comprare. Era impensabile per me tenere in tasca qualcosa.
Mia cugina, invece, con cui ci passiamo solo 3 settimane e con cui sono praticamente cresciuta insieme, aveva il salvadanaio della Barbie che esplodeva. Cioè, era letteralmente pieno di soldi. E non li spendeva. Io la tentavo: "Ma perchè non ti compri Barbie Cristal? Barbie Fior di Pesco, un mini-pony???". Niente. Neanche una piccola soddisfazione.
Io sono cresciuta con la filosofia di mia madre: una volta che si hanno i soldi per vivere dignitosamente ( che poi il concetto è relativo e soggettivo, giustamente. ), perchè star lì ad accumulare, accumulare, accumulare?
Le donne, poi. Io trovo le donne attaccate ai soldi così poco femmine. Non so, oltre che una questione puramente ideologica, comunistoide come sono io, ne faccio anche una questione di stile. Trovo realmente cheap una donna che parli sempre di soldi ( intendiamoci, non che io non abbia questo tipo di preoccupazioni, anzi, mi ritrovo spesso a fare i conti sul mio libretto ... ma quello è solo mio ).
Tipo quelle che devono rigidamente verificare che una cosa sia utile prima di comprarla o, peggio ancora, che un dono sia utile prima di accettarlo ( ma poi lo accettano ).
Poverine. Come possono ignorare il fatto che una bella borsa ( e sottolineo bella ) sia molto, ma molto utile ( Si risparmiano, in media, un paio di sedute dallo psicologo. Con una Birkin di Hermès, io, avrei l' esenzione a vita ).
O tipo quelle che non lasciano il marito perchè con il mantenimento non arriverebbero alla fine del mese e poi criticano chi si è separata dicendo che fa la bella vita con i soldi dell' ex-marito.
Mah. Una volta le donne erano diverse.
Si concedevano comunque. Si facevano anche mantenere, se dovevano.
Ma con stile. Questo progresso ci sta rovinando.
.
p.s. Comunque io, nel mio piccolo delirio infantil-utopico, sogno un mondo senza soldi. Sì, senza Birkin, senza Chanel ( Oddio ... ), senza scarpe ( ok, magari un paio a testa ). E senza questi cavolo di soldi.

mercoledì 1 settembre 2010

vagabondi

Quando e' morto mio padre, mia madre mi ha detto: "Se non ci fossi tu, incomincerei a vagabondare per il mondo".
I due volti di questa affermazione non mi hanno colto di sorpresa; da una parte mi e' sembrato semplicemente ovvio ( pur non avendo ancora la piu' pallida idea di cosa significasse un figlio per una madre ) che lei stesse con me; non avevo nemmeno 20 anni. Ma allo stesso tempo, se mi avesse detto che sarebbe partita per il Tibet, piuttosto che Brasile o Nuova Zelanda , non avrei provato rancore, ne sono sicura. In fondo e' quello che avrei desiderato anche io al suo posto. In fondo e' quello che anche io ho desiderato in quel momento.
Ed e' quello che dicevo sempre al papa' di Francesco prima di ogni ecografia: "Giurami che se qualcosa dovesse andare male, partiremmo all' istante. Dimmi che prenderemmo l' aereo e scapperemmo ovunque". E lui: "Si'".
Per farmi stare tranquilla, non perche' lo avremmo fatto veramente.
E' anche quello che avrei voluto fare uscita dal tribunale, dopo aver giurato che il mio matrimonio era finito.
Sarei andata a casa a prendere Francesco per poi dirigermi all' aeroporto.
Ecco, noi ci leghiamo alle persone - fin troppo -, ma vorremmo prenderle e portarcele in giro per il mondo. Come se in altri luoghi nessuno potesse ricordarci che altre persone - altri amori - non ci sono piu'.
Come se lontano si annullasse tutto. Come se ogni viaggio ci aiutasse a percorrere una tappa della nostra vita.
Non e' una fuga la nostra. Non andiamo via per scappare.
E' un bisogno fisiologico, o piuttosto questione di genetica. Il nostro dna ha radici aeree, come quelle di certe piante tropicali.
Io come mia madre, Francesco come me. E come lei.
Ieri sera e' tornato dopo quindici giorni in cui e' stato in tre case e mille luoghi diversi. Come se niente fosse. E' arrivato con la stessa naturalezza con cui ha preso l' aereo per la Scozia e con cui, al ritorno, e' sceso e si e' messo nelle braccia di suo padre.
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Ieri sera mi ha chiesto di ripartire.
Sara' un grande viaggiatore. Anzi, lo e' gia'.
Foto: Francesco durante il suo primo volo in aereo.