lunedì 7 novembre 2011

In paese/2

La settimana scorsa, di sabato mattina, sono andata a fare un paio di commissioni tra le viette di un paese vicino al mio. E chi ti incontro? Forse l' unica persona che si ha voglia di incontrare in un sabato mattina qualunque tra le vie del paese più pettegolo della zona: un ragazzo che abita sulla collina di fronte a casa mia, un giornalista free-lance, che scrive libri e, soprattutto, che ne ha sempre una da raccontare e lo fa con un certo piglio. Manco a dirlo, mi sono fermata almeno un' oretta a sentire *le ultime dal paese* fumandomi un paio di sigarette e sbellicandomi dalle risate come se fossi al cabaret.
Per farla breve: non so se ricordate le vicessitudini delle pie donne del paese in cui vivo (circa 400 abitanti, divisi per un numero di colline che io ancora non ho capito), alle prese con il nuovo parroco (di colore!). Ebbene, sembra che le avventure continuino.
Il fatto è che le pie donne (come le chiama il mio amico) non hanno accettato calorosamente il povero sacerdote, costretto a farsi strada in un percorso fatto di abitudini vecchie di cent' anni e l' atto di posticipare l' orario della sacra messa della domenica non gli ha di certo spianato il cammino.
Il parroco, comunque, continua tutt' oggi imperterrito per la sua strada, non curandosi delle nostre pie donne - fino al suo arrivo regine indiscusse della collina. Tant' è che gli capita pure di  *azzardare* decisioni e manovre senza prima consultare il di loro parere. Come nel caso delle campane.
Pare che la scorsa estate, in pieno agosto, la ristrutturazione della casa adiacente alla chiesa del paese sia terminata e i proprietari (Milanesi. Anzi: milanesi!!!) l' abbiano occupata, immagino estasiati al pensiero di poter finalmente dormire cullati dal silenzio della campagna.
Beh, pare anche che, dopo la prima notte, stremati dal suono delle campane  - altro che estasiati dal suono della campagna, questi abbiano chiesto che venisse interrotto il meccanismo del campanile durante le ore notturne. Sempre pare che, per effettuare subito questa operazione, un tecnico sia stato prontamente chiamato dal parroco (quello amatissimo di colore, per non sbagliarci) e che, nello scorgere sconosciuti ronzare intorno alla chiesa, le pie donne ne siano venute a conoscenza e non abbiano mancato di protestare animatamente. Le abitanti del borgo hanno mostrato il loro disappunto parlando ovviamente di tradizioni, di cultura e del campanile (e quindi anche del suono notturno delle campane) come fulcro del paese.
Ai tempi si era anche parlato di referendum. Io, sinceramente, non so cosa avrei votato. In effetti, l' ultimo arrivato (oltretutto milanese!:D) dovrebbe cercare di integrarsi nella vita del paese senza sconvolgere le già esistenti abitudini.
A suo discapito, però, posso dire che le benedette campane si sentivano rintoccare in modo forte e chiaro anche a casa nostra, che si trova su un' altra collina. Mi immagino quindi il suo fastidio.
Ma una cosa vien da chiedersi - e infatti le pie donne se la sono chiesta eccome - "Ma questo qui...non aveva visto la chiesa prima di comprare la casa???".
E su questo, le care carissime pie donne non hanno tutti i torti.

W quindi le pie donne e a presto, con nuove esilaranti avventure dal nostro piccolo (ma fruttuoso, eccome se fruttuoso!) paese di collina.
Qui il link dell' articolo scritto dalla mia inesauribile fonte di informazioni su *Il Monferrato*: http://www.ilmonferrato.it/viewers/show_archive/index.php?_EDITION=monf_2011_09_09_066_019.pdf

14 commenti:

Gio ha detto...

la prossima volta che vengo a trovarti farò caso alle campane (scusa ma ieri ho avuto duemila contrattempi)
baci
:)

pollywantsacracker ha detto...

Vabbè, quei milanesi saranno pure supponenti, ma le campane sono una vera rottura di palle, e poi comunque, credo che i decibel siano regolati da apposito decreto! Io apprezzo moltissimo il mio prete, che scampana con discrezione. Abito di fianco alla chiesa e se sono dentro casa non le sento affatto. Ed è anche un po' un peccato perché non ho mai un orologio che funziona..

destinazioneestero ha detto...

Adoro le colline del Piemonte, avevamo una (anzi più d'una) casa a Canelli quando ero piccola...

franci e vale ha detto...

beh, che dire??!! mio marito che , come me, abita sotto il campanile, soffre un pò d'insonnia ed è assolutamente perso nei periodi in cui ci sono magari delle riparazioni e nel silenzio della notte non si sente almeno il rintocco rincuorante delle campane....E' vero, magari si può "regolare" il volume, ma toglierle mai!!!!!!

Mammola ha detto...

Io direi che "Piemontesi bougia nen" è proprio un detto azzeccato. Io poi lo allargo anche alla mentalità di certe pie donne che ci sono da te come nel mio paese: una mentalità che proprio non si muove...non so se con il post il mio commento centra qualcosa ma mi sono immaginata nel mio paese se arrivasse un parroco di colore il casino che succederebbe...bacio bacio

Elisa Stocco ha detto...

Belle e divertenti le avventure del tuo paesino!!!

Lanterna ha detto...

A Levanto la casa che affittiamo è in centro, dove ogni quarto d'ora l'orologio scandisce le ore e i quarti (per dire: a mezzogiorno e tre quarti suona 15 volte). All'inizio, quando i bambini erano piccoli e noi avevamo il sonno più leggero, dava fastidio, poi ci siamo abituati. Trovo però più civile che le campane (soprattutto quelle di una chiesa) suonino quando serve e non dà fastidio, ovvero non a notte fonda.

Pellegrina ha detto...

Fantastica storia, aspettiamo la terza puntata.

PaolaFrancy ha detto...

concordo con voi: le campane di notte sono una gran rottura. ma le care pie donne ci tenevano tanto............. :DDD ciao a tutte, paola

minerva ha detto...

Sono.. Tornata, santo Dio.
è strano, rileggere questi post.
Sto facendo il pieno del blog e sorrido, sorrido tanto.
da me... Io vivo in un paesello di seimila abitanti (che poi tanto ello non è), e ci sono 5-6 chiese.
Cioè, 5 perché una è in restauro.
Ma siccome era diviso in paesucci più piccoli, ora l'han unito e le chiese son ancora lì:)
E le campane svizzere fan tumulto anche di notte, ogni mezz'ora. Io ho la chiesa attaccata acasa:)
baci e spero che il pc non vomiti il tuo blog
ceci

Silvietta ha detto...

concordo con chi attende la terza puntata!! un bacio a te e alle campane imbavagliate!! silvietta ps acquisto fatto pensando a te: mocassino di vernice con tacco 8 :-D

Anonimo ha detto...

anche nel mio paesello sui vari parroci che si sono avvicendati si potrebbe scrivere un libro, ma da parte delle "solite vecchiette" frequentatrici della chiesa non ne va mai bene uno ed è divertente sentire tutti i loro commenti (ma questo parroco è sempre in vacanza, quando qualcuno muore lui non si trova ecc...)
comunque a me il suono delle campane piace (poi il nostro è un campanile "svizzero" che non sgarra mai nemmeno di un secondo)
bello e divertente il tuo racconto, aspettiamo il prossimo...
ciao Elena

trilly ha detto...

no, le chiacchiere delle pie donne di paese, io le evito, sempre e comunque!!! per le campane forse questione di abitudine? un pò come per il rumore del passaggio del treno...

M di MS ha detto...

Ah ah! Qui a Milano nella grande città il suono delle campane si perde. In compenso mi dicono che è arrivato il nuovo prevosto, molto bello. E c'è la fila fuori delle pie donne.