giovedì 16 giugno 2011

I look per la spiaggia {Beach stylish classes}


Oceano Indiano, isola praticamente deserta, una spartana capanna di fronte alla spiaggia (situazione che auguro sentitamente a tutti): ok, via libera, ci possiamo permettere il lusso di uscire indossando solo un costume e buttarci sulla spiaggia senza tanti fronzoli (anche perchè, in questo contesto, chissenefrega del look???).
...visto che non sempre questo accade, spesso ci si trova a dover attraversare un paese o percorrere qualche strada per raggiungere la tanto sospirata spiaggia.
Come vestirsi nel modo giusto e non risultare fuori luogo?
Usando due armi che abbiamo tutte a disposizione:
1) la naturalezza.
Il mare è il posto ideale per mostrarci in tutta la nostra semplicità. Quindi sono banditi il trucco, i fermagli per capelli troppo sofisticati, i gioielli (ecco, io tengo sempre un bracciale e un orologio che non tolgo mai mai mai. Ma questa è un' eccezione).
Ci sono località di mare più mondane rispetto ad altre. Anche in questi luoghi (che offrono molte occasioni per uscire la sera, partecipare a feste, ecc), il look da giorno per andare in spiaggia deve distinguersi nettamente da quello scelto per la sera (momento ideale per riempirsi di brillantini e brillocchi :D);
2) i colori.
Indossare il nero per andare in spiaggia è lecito (portando per esempio, un mini-abito stretch con un paio di sandali intrecciati color cuoio), ma i colori a disposizione sono talmente tanti che sarebbe un peccato non approfittarsene.

Giocate con i colori vivaci che valorizzando, tra l' altro, l' abbronzatura.
Mischiate senza paura i blu, i verdi, gli azzurri. E legateli ad un paio di shorts bianchi.


Accostate colori complementari (giallo e viola; azzurro e arancio...). O "scaldatevi" con i colori vicini alla terra, i marroni, gli aranci, mixandoli. Abbinateli agli shorts di jeans.


Usate le righe, soprattutto se vi trovate in un posto ventoso e al ritorno dalla spiaggia, al tramonto, potete portarle sopra una semplice t-shirt bianca e ad un paio di bermuda blu, bianchi o rossi (la maglia della foto è di Zara bambina 13-14 anni, a mio parere molto molto chic).


Insomma, come già detto...dimenticate i look cittadini. E godetevi il mare, con colori e semplicità.

p.s. un' ultima chicca. Al posto delle infradito suggerisco di indossare queste ballerine di plastica traforata. Si trovano nei negozi che vendono articoli per la spiaggia, soprattutto nelle località di mare. Sono comode, belle, colorate, si possono bagnare senza problemi e regalano un look adatto anche a camminare per le strade del paese... :)





martedì 14 giugno 2011

Racconti al ritorno da una casa che sta tra la sabbia e la siepe di oleandri {mini vacanze al mare}

Come se le cose conoscessero i nostri gusti, si sono messe al loro posto per farci un piacere, nella casa del mare. Soffitti altissimi, finestrone bianche, pavimento lucido, ceste e lampadari di vimini. Un vecchio tavolo da cucina che fa da scrivania tra i due lettini della cameretta. Noi. I capelli lunghi e morbidi. Il flipper da cui prendere ogni giorno una nuova pallina rimbalzina.









{prossimamente i look per la spiaggia...stay tuned!}

lunedì 6 giugno 2011

la valigia di una non-fashion victim in partenza per il mare

Come dicevo qui , solitamente preparo la valigia in pochi minuti.
Il Moschettiere crede (e forse mi ha spiata :P) che io apra l' armadio e riversi tutto il contenuto nella valigia, visto il volume della stessa.
Invece tutto segue una logica.
Come ho scritto tante volte nelle Stylish classes, la cosa principale per decidere come vestirsi è pensare al luogo in cui si va. Si può essere vestite molto bene, ma in modo assolutamente inadatto al posto in cui ci si trova o all' evento a cui si sta partecipando. Allo stesso modo, un paio di meravigliosi sandali tacco 10 - come qualsiasi altro accessorio/capo - possono risultare orribili se portati in maniera inadeguata.
Dopo aver pensato al luogo, bisogna focalizzarsi sulle attività che si andranno a svolgere.
Esempio relativo alla mia breve vacanza al mare: "farò vita da spiaggia?" "uscirò la sera?" "andrò ad una festa per cui è stato dato un dress-code?"
Nel mio caso le risposte sono: Sì - NO - PER CARITA'!.
Quindi, abbigliamento da spiaggia/passeggiata pre-cena/passeggiata all' alba (la mia preferita):

Nell' ordine:
* questo abitino traforato da portare con gli zoccoli per andare in spiaggia;
* mini-mini-mini shorts in jeans da abbinare alle mie adorate camicette trasparenti e ai sandali piatti in cuoio;
* un paio di abiti lunghi a fiori. Mi fanno impazzire con le mega borse rigorosamente in paglia o in cotone in colori neutri;
* abito corto scampanato giallo da portare con le ciabattine in gomma viola traforata;
* un paio di sandali tacco 12 con plateau e un paio a listini di vernice bianca (quelli di questa foto ), tra i miei preferiti (non li indosserò, ma senza di loro la mia valigia sarebbe triste);
* tanti foulards, da mettere in testa quando sono in spiaggia o sul seno, abbinati ai bermuda;
* t-shirt bianche in quantità (io le prendo da decathlon - nella misura più grande da bambina), da indossare quando, al tramonto, in spiaggia arriva un po' di freschino.
Mi sembra che il bianco della maglietta, a quell' ora, con quella luce, renda più bello il colore della pelle.

Se comunque voi siete più mondane di me e inserirete in valigia dell' abbigliamento da sera, io suggerisco di indossare colori chiari (bianco, beige...) solo se NON ci si è scottate (altrimenti si rischia l' effetto fluo).
In ogni caso, non fossilizzatevi sui jeans. Portate degli abiti - mini o maxi - a fiori o a righe o in tinta unita.
Cercate di indossare tutto ciò che in città (o in campagna...) non si può portare.
Anche questo fa parte del divertimento, no? :)


giovedì 26 maggio 2011

Donne moderne {e la ricerca della felicità}

Stando ai racconti di mia madre, mia nonna Luigina era una gran lavoratrice. Mio nonno Francesco era spesso fermo per il mal di schiena e lei, senza lamentarsi, aveva lavorato a turni in uno "stabilimento" (come dice mia madre) tutta la vita.
Nonostante fosse tollerante verso mio nonno (che spesso era seduto al tavolo mentre lei si occupava di tutto e che era anche stato sorpreso da mia madre bambina a baciare un' amica della nonna) e avesse lo spirito di sacrificio e di immolazione tipico delle donne di una volta, mi sento di poterla definire "moderna" per i suoi tempi.
Quando il parroco del paese le disse che 4 figli non erano abbastanza, lei gli rispose che quello era il numero che lei riusciva a mantenere e che non le interessava se per la Chiesa lei avrebbe dovuto metterne di più al mondo, come gli altri. Il discorso si era chiuso lì.
E quando mio zio la informò della separazione dalla moglie, lei tirò un sospiro di sollievo, essendo interessata al bene della sua famiglia e non a quello che gli altri avrebbero potuto dire di un figlio separato quando ancora le separazioni si contavano sulle dita di una mano.
Viveva comunque in modo semplice, senza pretese e io l' ho vista sempre sorridente.
Si profumava di rosa (e questo era la fragranza che avvolgeva il suo bagno), curava l' orto e aveva un' amica del cuore.

Mia madre può essere sicuramente definita una donna moderna, dalla mentalità aperta, dallo spirito combattivo, anche a difesa dei diritti lavorativi e civili delle donne (e non solo). Mi ha sempre parlato di quanto sia importante l' indipendenza per una donna, che sia ingiusto accettare le cose che non ci stanno bene e che si debba lottare per ciò in cui si crede (mettendomi nelle mani il suo stesso spirito ribelle che la faceva scappare di casa per andare a ballare da adolescente).
Per 38 anni ha amato il suo primo uomo - mio padre - ma quando lui è morto, ha tirato fuori le palle e ha deciso che nella vita fosse giusto pensare di continuare a meritarsi la felicità.

Un giorno, uno stilista con cui lavoravo mi ha fermata e mi ha detto: "tu sei una donna talmente femminile e all' antica che dovresti sempre portare tacchi e chignon".
D' istinto mi sento meno moderna di mia madre e mi definisco una donna all' antica per tante mie piccole abitudini quotidiane e per il mio stile di vita, ma il confine non è così netto. Non sono una donna capace di abbassare la testa e accettare qualsiasi cosa, ho lottato per deviare il mio destino verso quello che io volevo, sono indipendente. E ho persino un blog :D
Però non ho ereditato la costanza di mia madre, che a settantun anni, è ancora una lottatrice. Anzi, in questo momento, sento proprio di non avere più la forza di credere in certe cose. Vorrei avere un carattere remissivo, vorrei avere pazienza. E non vivere sempre con il fiato sospeso tra i sogni, gli ideali, l' indipendenza, il rispetto, la lotta.

Mio padre mi diceva sempre: "Non si deve mai andare a dormire se prima non è stato chiarito qualsiasi malinteso della giornata trascorsa. Perchè la vita è fatta non di grandi ideali, ma di piccoli dialoghi, piccoli accenni, piccole cose".
È per questo che io mi nutro di parole, petali, boschi, pomodori dell' orto, stelle viste da un telescopio, occhi di Francesco, mani del Moschettiere.
Poi, però,(mannaggia a me) alla fine della giornata, è più forte di me: sento il bisogno di scalare la montagna degli ideali.


E comunque oggi porto la coda di cavallo e un paio di ballerine rasoterra.

lunedì 23 maggio 2011

Sneakers {yes, mum!}

Ma come? Ho appena parlato dei tacchi come filosofia di vita ed ora pubblico un post sulle sneakers? Certo. A 10 (o anche 12) cm da terra oppure con le piante dei piedi ben attaccate al suolo. Anche questa potrebbe essere definita una filosofia di vita. Anzi, lo e'.
Mentre aspetto di portare i miei sandali alla schiava, in rigoroso color cuoio, mi attacco al suolo attraverso la gomma e il colore*, che mi stanno aiutando a scalare queste giornate.

Devo solo pensare di evitare di farmi vedere da mia madre con queste scarpe. Lei che non potrebbe mai concepire una donna di 34 anni con un paio di sneakers gialle e verdi. Lei che TUTTI i giorni lavorativi della sua vita ha indossato un tailleur. Lei che si sedeva ad un tavolo del bar del Signor Tarcisio, dove andavamo tutte le mattine, e tra un sorso di cappuccino (bollente e con poca schiuma, grazie) e l' altro, mi chiedeva di andare al juke-box e selezionare "Quello che le donne non dicono" cantata dalla Mannoia.
Sulla strada della scuola lei la cantava e ri-cantava gorgheggiando, alternando gli acuti al rumore dei tacchi sull' asfalto.

Mamma, come sono cambiati i tempi. E le donne.

* Sneakers acquistate alla Decathlon per 19 euro (compresa la suoletta). Leggerissime, no logo (wow), scelta di colori e di stringhe da abbinare. Gialle e verdi da portare con i jeans, una camicetta bianca (meglio se non aderente, di lino quasi trasparente, fuori dai pantaloni) e un giubbino o cardigan in cotone (ecru o blu) magari impreziosito da qualche dettaglio femminile. La borsa? Grande, color cuoio (come la cintura) oppure blu (in questo caso, anche pochette).