mercoledì 10 dicembre 2008

... questo traffico fa pensare ... ( perchè già non lo faccio abbastanza )

E' vero, noi milanesi passiamo metà della nostra vita in macchina ... ore ed ore ad ascoltare la Pina e il Diego su Radio Deejay, a fumarsi una sigarettina, a cantare i Rolling Stones ... mentre si crea una sorta di Grande Fratello, eh sì, perchè diventa un rituale fermarsi allo stesso semaforo tutte le sere e vedere cosa sta guardando in tv la signora che è appena uscita sul balcone ad innaffiare i fiori.
E io, da buona rappresentante della mia "razza", ieri sera, come ogni benedetta sera, me ne stavo in macchina con la mia Radio Deejay, le guance di mio figlio fisse nella mente, l' occhio lungo nella casa illuminata al piano terra del palazzo al semaforo ... e i miei pensieri.
Quando si ha del tempo vengono in mente tante cose, troppe, vecchie, nuove, tristi, felici.
Ieri sera mi è venuta in mente una mia vecchia cara amica ... e l'ho chiamata. Ricordi lontani di quando la mia vita era totalmente diversa, di quando avevo altre priorità, altre preoccupazioni, altre speranze.
Ora è tutto diverso, quante cose sono successe, quante non tornano più, quanto ho riso, pianto, sofferto.
Spero che tu, amica mia, in questi mesi abbia pianto solo di gioia.

lunedì 8 dicembre 2008

che bella la campagna

Quand' ero piccola avevo paura delle mucche, mi arrampicavo da tutte le parti quando vedevo muoversi la mandria o anche una sola mucca verso di me ... invece Francesco vorrebbe abbracciarle, stringerle, accarezzarle, è affascinato dalle loro orecchie, dalla panciona, dal campanaccio, persino dalla loro cacca. Per lui la loro cacca è santa, come lo è per me la sua ... solo che la sua lo è veramente ...

sabato 6 dicembre 2008

l' albero blu




Quest' anno è tutto diverso, tutto tranne una cosa: il Natale. Francesco, ormai nell' età della "ragione" ( ... ), sente l' emozione e trema al pensiero dell' arrivo di questo giorno. Ha imparato persino a fare il conto alla rovescia per l' occasione e ora sa che manca "un mesetto".

L' albero di quest' anno è blu, perchè un maschietto è arrivato in una casa nuova, ma lui, aiutandomi a farlo, ha voluto a tutti i costi mettere anche una pallina "ossa" e una "aancione".

Sotto ha messo la sua letterina a Babbo Natale, che dice, testuali parole:

"Caro Babbo Natale, quest' anno sono stato proprio bravo. Mi porteresti per favore:


  • la bicicletta;
  • la carriola perchè la mia è rotta e l' ho portata alla discarica;
  • l' ovetto kinder;
  • il carrello della spesa;
  • il banco degli attrezzi;
  • il camion che porta la ruspa;
  • le caramelle.

Grazie, ti aspetto, Francesco"

Caro Babbo Natale - e questo te lo scrivo io - ti chiedo di portare a Francesco solo una cosa: la serenità e il perdono - lui sa per cosa.

E a me, ti prego, il suo sorriso ... ma non solo per un giorno, per tutta la vita.



sabato 22 novembre 2008

il fondo del mare

Forse sono io che sono sbagliata, ma andare all' acquario mi ha messo tristezza ...


E' vero, Francesco non sa che sul fondo del mare i pesci nuotano liberi nello spazio quasi infinito, ma, sarà perchè io lo so, mi sono sentita in colpa quando ho visto la vasca degli squali o quella dei delfini o anche quella dei caimani della foresta amazzonica ... In colpa perchè loro erano lì a nostra disposizione, in mostra, in vetrina ...


Francesco invece aveva gli occhi strabuzzati dalla meraviglia, alla ricerca della sua tartaruga "gande gande" come l' apertura delle sue braccine.


Che bello che sei amore. ti prometto che ti porto ancora al' acquario - e fa niente se mi sento in colpa. Tanto quando sarai grande lo so che diventerai un biologo marino e nuoterai in mare con le balene, i delfini e le "gandi gandi" mante alate.





lunedì 6 ottobre 2008

GOD SAVE SUOR CARLA ... anzi noi!

Londra l' è semper una gran Londra, detto alla milanese ... comunque è vero, è sempre bella. Peccato quel tempo di merda che si ritrova, se no sarebbe la città perfetta.
Bel week-end, non come la prima volta che ci sono andata ...
Avevo 11 anni e la scuola che frequentavo aveva proposto ai genitori di mandare noi ragazze con Suor Carla a Londra quell' estate.
Un incubo: centellinava i soldi che ci avevano dato i nostri genitori e noi povere sfigate guardavamo sbavando le vetrine dei "mc donald" sognando patatine, hamburgher, sundae al cioccolato; non ci faceva lavare perchè costava troppo; ci costringeva a dormire sui materassi tenuti insieme dallo scotch che di notte scricchiolava tutto ... e noi, per non pensare alla fame e alla sporcizia, organizzavamo spedizioni punitive contro i ragni che infestavano le nostre camere ...
Quando sono tornata, mia madre, al ritorno dall' aeroporto in macchina, mi fa: " ma come mai hai le braccia nere???" e io: " è l' abbronzatura". Lei, conoscendo il clima londinese e partendo dal pressuposto che la valigia conteneva prevalentemente giubbotti e k-way per la pioggia, arrivate a casa mi mette nella vasca da bagno e mi striglia come un cavallo; risultato: le braccia ritornano bianche. In effetti, mi sarò lavata due volte in tre settimane. Ecco perchè i ragazzi del college non ci cagavano di striscio, capisco tutto ...
Nel pomeriggio mia madre comincia la classica serie di telefonate alle mamme delle mie compagne di viaggio; si sentiva anche dall' altra parte del cortile che lei stava esclamando: " anche la tua??? Guarda, roba dell' altro mondo, pazzesco, mai vista una cosa del genere, che orrore, da pazzi, ho dovuto tenerla due ore in ammollo, era nera come la pece, eccetera eccetera ... ". Esagerata ...
Il mio papà, dall' altra parte della stanza mi ha guardata e mi ha fatto l' occhiolino ... Grazie papi, menomale che c' eri tu a proteggermi ...