domenica 1 giugno 2008

le decisioni

Il Dalai Lama ha detto: "Le decisioni sono un modo per definire se stessi. Sono il modo per dare vita e significato ai sogni. Sono il modo per farci diventare ciò che vogliamo."
Tutti noi prima o poi nella vita ci troviamo di fronte ad una decisione da prendere, più o meno importante, più o meno sconvolgente. La decisione più importante della mia vita è decisamente stata travolgente, nel senso che da quel momento nulla sarebbe più stato lo stesso, nel bene e nel male.
E' vero, ha dato significato ai miei sogni, a me stessa, una me stessa che non voleva vivere nell' ipocrisia e che sarebbe stata pronta a tutto pur di fare qualcosa per cambiare la sua vita. La mia non era proprio una "vita di merda", anche se, ovviamente, tutto scorreva e procedeva nel modo più normale possibile. La mia era la classica vita che tutte, o quasi, ti invidiano: un marito belloccio e premuroso agli occhi di tutti, un bellissimo bambino, una bella casetta, 1/2 mondo nella memoria e un fantastico lavoro nello strabiliante mondo della moda.
C' era solo un problema: il marito belloccio non mi si cagava di striscio, ero talmente stressata che non riuscivo a godermi mai a pieno il mio bellissimo bambino, la mia casetta era bella ma mi stava stretta, e, per concludere in bellezza, il mio fantastico lavoro non mi dava assolutamente soddisfazioni. E' vero, tutto era come prima, niente nuove buone nuove. E invece no, io ne volevo una di nuova. E nessuno mi ha capita. Avrei voluto cose semplici, mica la luna. Avrei voluto un abbraccio, una po' di ascolto ( anzi tanto ), un bacio e ... fare l' amore, ma tante volte, come non l' avevo mai fatto. Eh sì, perchè io, trentenne sicura di sè, nascondevo nel mio cuoricino un terribile segreto: non facevo l' amore. E per questo non sono andata a cercarmi amanti a destra e a manca, no. Sono stata lì e ho pensato che nella vita non si poteva avere tutto. Finchè ... finchè poi il troppo è diventato stroppioso e non ce l' ho più fatta. Sono sclerata e ho capito che avevo bisogno di una persona diversa accanto a me, che non avrei potuto invecchiare con qualcuno che non era nemmeno interessato alla mia crisi interiore ( non ho mica preteso che me la facesse passare, solo che la considerasse ).
E alla fine l' ho presa la mia decisione, nella sofferenza e nell' inquietudine, ma l' ho presa.
Spero solo una cosa, anzi due: che mio figlio mi capisca un domani e che prenda il mio carattere. ( evviva )
Scusate lo sfogo.

domenica 4 maggio 2008

la mia amica audrey

Oggi sarebbe il mio anniversario di matrimonio ... e invece ricordo - e ricorderò per sempre - questo giorno come l' anniversario della nascita di una bellissima persona: Audrey Hepburn.
Non ho la presunzione di parlare di lei come di un' amica, ma dopo aver letto e riletto la sua vita per mille e mille volte, mi sembra quasi di conoscerla.

Eri proprio una gran bella persona, Audrey, così umanamente diva e così divinamente donna.
E mi stai aiutando a ricordare questo giorno con poco - o quasi poco - dolore.

giovedì 1 maggio 2008

l' albero della vita




Quando mio padre e mia madre hanno deciso di prendere la casa di Iseo avevo solo 8 anni.

Diventata adolescente, la vedevo come una rottura di scatole; ogni sabato mattina dovevo abbandonare i miei progetti milanesi e andare con loro in questo paesino sperduto per un week-end intero.

Mio padre si lasciava trasportare dai colori del giardino, mia madre si perdeva nei meandri della nostra casetta.
Io ... oziavo liberamente.
Quando mio padre non c' è stato più ho cominiciato a scoprire il giardino, l' orto, il pozzo nascosto ... le sue due piante preferite: un acero rosso stupendo e delicatissimo e un meraviglioso faggio pendulo. Sembrano loro due, i miei genitori: mia madre leggera e affascinante come l' acero, mio padre protettivo e austero, ma accogliente come il faggio.
Sembra che Francesco adori il faggio, passa le ore sotto i suoi rami. E' il suo nonno che lo fa entrare nella sua casa, sì perchè credo che lui passi spesso di lì e si sieda a leggere un libro con la schiena appoggiata al tronco.

domenica 30 marzo 2008

la fine di tutto e l' inizio di un amore



Una tranquilla domenica di fine inverno, di fine week-end, di fine di un amore, di fine di tutto. Va beh, non mettiamola così sul tragico.

C' è sempre il mio Francesco che pensa a tirarmi su. Dopo questa scena meravigliosa credo che potrò dimenticare anche solo per un attimo tutti i miei pensieri ...
Francesco, credo che sarai proprio un ragazzo dolce. Basta che non ti fai pigliare per il culo dalle donne, che lo sai che sono stronze. Tutte, soprattutto le acque chete. Sai come la penso: "le acque chete rompono i ponti", ricordatelo sempre. Piuttosto vai con un uomo, che tanto gli uomini sono tutti babbi. Tranne te, ovvio.

lunedì 14 gennaio 2008

inventarsi una strada

"Perché nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno, un padre, un amore, qualcuno capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume immaginarlo, inventarlo e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio. Questo, davvero, sarebbe meraviglioso.
Sarebbe dolce, la vita, qualunque vita. E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare. Farsi ferire, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe, finalmente, umano.
Basterebbe la fantasia di qualcuno, un padre, un amore, qualcuno. Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare. Strada clemente, e bella. Una strada da qui al mare. ciao papà!"
non l' ho scritta io ma quando l' ho letta l' ho subito sentita mia ... vorrei che fosse così, vorrei che mio padre fosse qua ad indicarmi la strada, a dirmi quale bivio devo scegliere. E invece, non solo non ho lui, ma non ho nessun altro.