giovedì 13 gennaio 2011

Paola e le stylish classes, le fantasie e gli accessori (pois, tartan, grafismi). E la competition.

Oggi ricomincio a lavorare in show-room. La campagna vendite Autunno/Inverno 2011/2012 è alle porte, tutti fremono. Ho già la testa piena di vestiti. E ne son già stufa.
Ok, era per sfogarmi.
Mentre arrivavo a Milano in treno, oltre a ripetere a me stessa che NON potevo farcela, ho pensato alla tappa della competition.
Mi è venuto in mente un sole primaverile ed una città elegante.
Qualcosa che sembra scontato ma non lo è.

Today I start working again in showroom; Autumn/Winter 2011/2012 Sales Campaign starts in a few days. Everybody is thrilling (not me).
I already have my mind full of clothes. And I already got bored.
Ok, it was just to let off steam.
While I was coming to Milan by train, apart from repeating myself that I just could NOT make it, I thought about the next stage of the competition.
It will be about a spring sunny day in an elegant city. Something which looks like ordinary, but it is actually not.

Ma prima, gli accessori:
Due mini-regole (mie...ma anche no):
1) io non indosserei MAI un paio di scarpe in fantasia (le uniche eccezioni sono i pois - presi con moderazione - e l' animal print - zebrato escluso), nè tantomeno porterei una borsa con una fantasia evidente (anche in questo caso ci sono delle eccezioni, come potrete vedere più avanti...). Preferisco giocare con le fantasie con accessori diversi: guanti, cappelli, foulards, calze;
2) gli accessori in fantasia  non vanno MAI mischiati e abbinati tra loro, ne tantomeno agli abiti che indossate (esempio: se porto una borsa a pois, non va abbinata alle scarpe e/o ad un abito a pois o in altre fantasie). Questo perchè una bella fantasia deve risaltare e non essere confusa tra le altre. Si può scegliere, però, un colore forte o particolare che serva a far emergere la fantasia.

Firstable, accessories.
Two little rules (my rules, but for everybody...):
1) I would NEVER wear fantasy printed shoes (some exceptions could be dots - carefully worn - and animal print, zebra-striped excluded) and I would never wear a fantasy printed bag (also in this case there are some exceptions as you can see going ahead).I choose graphical and fantasy patterns for other kinds of accessories: gloves, hats, foulards, socks;
2) printed accessories have not to be combined together and to the clothes you're wearing (for instance: If I am wearing a dotted bag, I cannot wear dotted shoes and/or a dotted - or printed in any case - dress).
This is very important because a graphical pattern must stand out (and not to be mixed up with other colors or fantasies). You can always wear a strong color dress which helps you in highlighting the graphical pattern you are wearing.

Ecco qualche esempio:
Here are some examples:

Accessori tartan:
Tartan accessories:

tartan gloves (red and blue dreams)


tartan green and blue socks

DOTTED CLUTCH BAG!!!

I always combine my accessories with armchairs!!!

orange, brown and light blue summer

I love yellow, white and silver...


Ed ora, la competition:
LOCATION: Parigi. Primavera. Siete in viaggio con le amiche, per trovare tra i deliziosi negozi di Montmartre un meraviglioso abito da sposa per una di loro, che si sposerà a breve.
Trovate un giusto look da giorno per camminare, guardare le vetrine e pranzare in un bistrot di Montmartre: non si sa mai, nella città più romantica del mondo è più facile trovare la propria anima gemella!
REGOLE PER LA CREAZIONE DEL LOOK: dovrete includere almeno un capo a pois, o tartan o in fantasia (vietati fiori e animal print, permesse solo le fantasie "astratte"). Gli accessori sono liberi, i jeans vietati.
MODALITA': potrete creare i set utilizzando Polyvore o Looklet.
TEMPO A DISPOSIZIONE: avrete tempo fino a domenica 23/01/2011, ore 24,00.
PREMI: un piccolo oggetto vintage alla prima arrivata;
PUNTI: +10 alla prima, +5 alla seconda, +3 alla terza.

And now, the competition:
LOCATION: Paris. Spring time. You are travelling with some friends with the aim of finding a beautiful wedding dress for one of them in one little shop in Montmartre.
Try to find the perfect outfit to walk in the streets, look at the shop windows and have lunch at one of the nice Montmartre bistrot. Be careful: in the most romantic city of the world, it is easier to find the love of your life!
RULES: you must include at least one dotted piece, or one tartan piece or one printed piece (no animal print and flowers). No jeans allowed.
PROCEDURE: you can create a look by using polyvore or looklet.
TIMING: you have time up to Sunday January, 23rd, 12 p.m.
PRIZES: a little vintage accessory to the winner;
POINTS: +10 to the winner, +5 to the second, +3 to the third.

Un grande in bocca al lupo!
Good luck!






































lunedì 10 gennaio 2011

Paola e le stylish classes, le fantasie. Lezione numero 4, i grafismi. Lesson number 4, graphic patterns

Quando si pensa ad un tessuto stampato con grafismi, sono due i nomi che vengono subito in mente: Etro e Emilio Pucci. Il primo per il suo famosissimo disegno cashmere, il secondo per le sue linee cosi mediterraneee.
Nella storia della mia evoluzione stilistica, c'e' anche un paio di pantaloni di Etro in velluto fucsia con disegni colorati. Una pazzia, ovviamente.
Indossati forse due volte, una delle quali la prima sera di un Pitti invernale, quella in cui per Firenze c' e' in giro il mondo e tutti guardano tutti. Non so cosa potrebbe aver pensato chi mi ha visto quella sera, ma io, come sempre, me ne sono infischiata.
Comunque.

I grafismi non solo solo opera dei due stilisti citati sopra, ovviamente.
Da indossare come capi unici, senza mischiare fantasie, facendo risaltare la bellezza dei disegni e, soprattutto, dei colori. In estate e in inverno.
Fateli emergere con accessori particolari.
Qualche esempio sul genere per voi:

When you think about a fabric printed with graphic patterns, two names get in your mind immediately: Etro and Emilio Pucci. The first one is famous for its Cashmere pattern and the second for its mediterranean lines.
The story of my stylistic evolution includes also a pair of Etro pink velvet trousers with coloured designs. Something crazy, obviously.
I think I wore them only twice. Once was during one night at Pitti, in Florence, when everybody is in the street and looks at you. I don' t know what people could have thought about me and my trousers but - this is for sure - I didn' t mind, as always.

Obviously, these kinds of patterns are not only proposed by the above written designers.
Wear them as unique pieces ( do not mix up patterns), making the designs and, above all, the colors come out. In summer and in winter.
You can highlight them with fancy accessories.
Anyway...these are some examples for you (summer and winter):

sabato 8 gennaio 2011

Libri delle vacanze

Una mattina di dopo Natale ho deciso di prendere il libro che avevo sul comodino e di sbranarmelo tutto d' un fiato. Ho dovuto farlo, mi stava mangiando la malinconia. Adoro Istanbul e, per questo, non posso che essere stata rapita dalle descrizioni che Pamuk fa della sua citta', passando attraverso i ricordi della sua famiglia. Per chi c'e' stato, e' facile riconoscere le vie, i quartieri, i passaggi sul Bosforo.
Ma io non ce la potevo fare. Avevo troppe emozioni dentro per resistere a tutte quelle pagine di nostalgia.
E cosi' sono rimasta a letto e l' ho finito.
Sulla mensola mi aspettava un nuovo libro indiano, decisamente piu' adatto alla Paola di questi giorni, andata al Sud per ritrovare il caldo - insofferente a queste temperature e ai giorni di lontananza - e tornata a riabbracciare il suo meraviglioso bambino carica di aria tiepida, rocce bianche, focaccia e pomodorini.

Volevo parlare di libri anche per raccontare di un regalo. Minerva dona un libro a chi partecipa al suo give-away. Un libro pensato per ciascun partecipante. E io vorrei proprio vincere per scoprire quali letture ispiro.

Mentre leggo storie indiane, proseguo a tratti (ultimamente mi capita di affrontare un libro cosi') "Il palazzo delle pulci", della turca Shafak. E penso che avrei voglia di leggere Franzen. E di trovare il coraggio di finire l' autobiografia di Gandhi.
Niente, volevo raccontarlo.

giovedì 6 gennaio 2011

racconti al ritorno da un gruppo di viuzze sul mare

Non era la mia prima volta in Puglia, ma la prima a Bari sì.
Era da una vita che volevo vedere la famosa Bari vecchia. E così, mentre il Moschettiere girava per lavoro, io ne ho approfittato per dare sfogo alle mie voglie: quella di cultura e quella di shopping.
Tutti gli amici di Bari hanno cominciato a mettermi in guardia: "Vedi che a Bari Vecchia non si può andare con quella borsa". "Vedi che se vai con quegli stivali capiscono subito che non sei di Bari". "Vedi che la pelliccia non te la puoi mettere".
Insomma, ho preso i miei vestiti e li ho archiviati. Che poi avevo notato anche io che con la stivalata violenta e la stola di pelliccia avevo un po' gli occhi addosso. Io sono una che se ne frega in quanto a vestiti (cioè, se ho voglia di mettermi qualcosa e non mi sembra fuoriluogo, non mi interessa se per gli altri lo è) ma una cosa che ho imparato viaggiando è l' importanza del dare ascolto alla gente del posto.
Quindi ho mollato la borsa, mi sono infilata un paio di jeans anonimi - risvoltati sulle sneakers - un maglione a collo alto per nascondere le catenine, un piumino sportivo. Sembravo una quindicenne con le rughe.
Dopo aver ottenuto anche l' approvazione della mia amica: "Ecco, così sembri una di Bari", sono partita all' avvetura. 
Al primo semaforo sul corso, in direzione del borgo vecchio, mi si è affiancato un vecchietto: "Ciao".
Io: "Buongiorno"
"Come ti chiami?"
"Paola"
"Sei sposata?"
"Sì"
"Bambini?"
"Uno"
"Eeehhh, vedi che devi farne ancora!"
"Ok, ok"
"Di dove sei?"
"Di Milano" (che poi non è più vero, ma mi viene istintivo)
"Si vede"
...
Dopo questo dialogo surreale, ero ancora più felice di addentrarmi nel borgo vecchio. E con ragione: la gente è la cosa che più mi è piaciuta. Per come sono fatta io di carattere, pur sapendo che rischio un vaffanculo, attacco subito bottone e cerco di parlare con la gente del posto. E un quasi-vaffanculo me lo sono anche preso, dalla signora intenta a stendere i panni a cui ho osato chiedere dove potessi comprare della focaccia buona:

Però altre persone hanno risposto alle mie domande, mi hanno raccontato, parlato di Cassano, mostrato gli scola-mozzarella, indicato la strada, fissato mentre sbranavo la focaccia sulla panchina.
Dopo un paio d' ore, soddisfatta, sono tornata nella Bari "murattiana" e mi sono sfogata con lo shopping, ho mangiato una bella "pasta e cavolo", mi sono fatta una doccia e mi sono infilata ancora lo "stivale violento", rientrando completamente in me.


Il borgo antico è senz' altro suggestivo; secondo me non bello quanto quelli di Giovinazzo (il mio preferito ) e Trani , ma speciale grazie a quello strano spaccato di vita che si scopre tra quelle viuzze. Perchè io mi sono divertita troppo.

Niente, io sono per il Sud del mondo.









lunedì 3 gennaio 2011

Francesco modello per un giorno

...mentre studio le prossime puntate delle Stylish classes - ebbene sì, ancora in vacanza... - parlo di look per bambini. Con un super-modello d' eccezione. Guardate un po' chi è...(come se non avessi svelato tutto nel titolo del post, eh?)
E - se arrivate in fondo al mio luuuungo monologo - conoscerete anche altri simpatici componenti della nostra strana famiglia.